La Riqualificazione della Tangenziale Est
Perché nelle immagini fornite nell'articolo dell'ANAS questa prospettiva visuale è del tutto assente? Troppo compromettente?
Cos'ha di diverso questo caso da quello di Varazze, dove la Corte di Cassazione ha riconosciuto la priorità della Qualità della Vita su ogni altro interesse? Qualcuno può spiegarcelo?
La Riqualificazione della Tangenziale Est non c'entra nulla con la riqualificazione urbana dell'area interessata
Nelle città del terzo millennio le infrastrutture viarie e la mobilità privata non possono prevalere sulla Qualità della Vita dei cittadini.
Nella scala dei valori prima vengono le persone, poi l'automobile.
Subordinare i cittadini ad altri interessi dominanti è nella stessa matrice politica che ritroviamo, su altra scala, nelle attuali guerre e genocidi, dove nel sangue viene calpestato il diritto internazionale e la dignità umana.
La vita delle persone e dei cittadini del mondo è subordinata agli interessi geopolitici e imperiali dominanti, sempre più lontani dalla democrazia ispirata allo stato di diritto e ai valori della Rivoluzione Francese.
In riferimento all'immagine, chiediamoci:
i politici e gli architetti che promuovono e autorizzano tali opere ci abitano in queste case? Sono così ansiosi di viverci da ammirare quotidianamente dalle loro finestre la pregevole opera urbanistica realizzata a beneficio dei cittadini?
L'unica vera Riqualificazione per la Tangenziale Est è il suo smantellamento o trasformazione in Tangenziale Verde (Green Line).
A corollario
La transizione ecologica alle auto elettriche
Nel caso della Tangenziale Est risolverebbe solo il problema dell'inquinamento atmosferico, ma non quello acustico dovuto principalmente alle velocità e al rotolamento dei pneumatici sull'asfalto.
Le tragiche contraddizioni ambientali
TRAGICO! nella stessa misura dell'ignoranza o indifferenza alle conseguenze ambientali che pagheremo tutti. Altro che sviluppo e ricchezza! Dovrebbe indurci a una seria riflessione sull'Automotive, sull'uso dell'auto, sia in ambito urbano che extraurbano.
Le alternative al modello di mobilità incentrato sull'auto dovrebbero occupare più spazio, sia nelle nostre coscienze che sui media. Eppure si continua a sfuggire a questo problema centrale ingannando e ingannandoci sull'auto elettrica senza minimamente incidere sul modello autocentrico e sull'urbanistica car-oriented.
Dovremmo anche smetterla di trattare un singolo problema alla volta, quando invece il vero problema è più ampio e organico, multidimensionale. Una urbanistica diversamente orientata, definita nel Transit-Oriented-Development, dovrebbe avere più spazio nei nostri discorsi. Il ruolo del trasporto pubblico e di altre forme di mobilità è centrale, imprescindibile, e inseparabile dalle possibili soluzioni e dalla nostra stessa salvezza.
Il Comune di Roma su questi temi mostra contraddizioni incredibili tra i propositi e i fatti: dai distributori di carburanti sotto casa, alle sopraelevate viarie urbane, dove l'invivibilità viene "elevata" a livello delle nostre finestre. La Tangenziale Est è uno degli altari innalzati all'invivibilità urbana, non dissimile concettualmente dalle ingiustizie e devastazioni ambientali inflitte ad alcune popolazioni dell'Indonesia… per illuderci di essere più green.
Soluzioni?
Estratto dalle conclusioni dell'articolo di Valori.it:
«Gli studi sulle batterie agli ioni di sodio – alternative a quelle tradizionali, basate sul litio – potrebbero affrancare il settore energetico da nichel e cobalto assieme. Ma inevitabilmente altri due elementi dovranno entrare nel quadro. Il primo è il riciclo, inserendo quanto più nichel possibile nel mercato circolare. Il secondo è la riduzione dei consumi. Combattere l’obsolescenza programmata, cioè il deterioramento rapido degli oggetti di consumo, e privilegiare il trasporto pubblico al posto delle auto di proprietà tradizionali, sono due dei modi per ridurre la domanda di minerali critici. Nichel compreso.»
Proprio così, inutile girarci intorno, la soluzione sta nella riduzione della mobilità privata a favore di quella pubblica.
È necessario un cambio di Modello Urbano!
Alla Pianificazione Urbanistica deve affiancarsi la Pianificazione ETICA!
Lo spazio aereo rubato dalle sopraelevate, con il loro carico di insostenibilità e invivibilità, va restituito ai cittadini residenti.
Va restituito alla Qualità Urbana e alla Qualità della Vita.
Un'altra emblematica situazione di invivibilità
Più che Doppia Esposizione: Il Moltiplicatore di Rischio Urbano
Spesso, in contesti come quello della Tangenziale Est di Roma, non si parla di una singola fonte di inquinamento. Ci troviamo di fronte a una doppia esposizione emissiva: il traffico che scorre sulla sopraelevata e quello che percorre l'arteria sottostante agiscono contemporaneamente. La sopraelevata non solo indirizza il rumore e gli inquinanti verso le facciate degli edifici a un'altezza critica, ma contribuisce anche a intrappolare le emissioni della strada inferiore (il cosiddetto "effetto canyon urbano"). Il risultato è una concentrazione insostenibile di rumore e inquinanti, molto superiore a quanto previsto da limiti progettati per una singola sorgente.
Questa logica del moltiplicatore di rischio è la stessa che ritroviamo, amplificata, a Tor Bella Monaca (TBM). Lì, il danno non è solo causato da un'arteria, ma dalla convergenza di ben due arterie viarie con l'aggiunta di un cluster di impianti di distribuzione carburanti ad alto rischio (GPL/Metano) situati a soli 50 metri dalle abitazioni. La somma di queste sorgenti crea una situazione di rischio unico, un vero e proprio unicum urbano di invivibilità.
Eppure, la cosa più sconcertante è la puntuale assenza di monitoraggio ufficiale. In questi punti critici di massima emissione – vicino alle sopraelevate, ai cluster di distributori, e alle aree ad alta densità – le centraline di rilevamento della qualità dell'aria sono sistematicamente assenti. Senza misurazioni ufficiali, l'Amministrazione può sostenere che "i dati non esistono", minando la trasparenza e lasciando i cittadini privi del diritto fondamentale di conoscere il reale rischio sanitario a cui sono esposti quotidianamente. Questa carenza di monitoraggio non è solo negligenza, è una tacita sottovalutazione del danno alla salute pubblica.
«La Qualità della Vita prevale su ogni altro interesse».
Alla luce di questo principio che motiva la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Varazze, completo la domanda:
Cosa avrebbero di diverso i casi della Tangenziale Est e di Tor Bella Monaca? Non si dovrebbe applicare anche a questi casi di manifesta mala urbanistica e invivibilità urbana lo stesso principio?
La Qualità della Vita, e con essa la Qualità Urbana (ricordando che nelle città vive la maggioranza della popolazione umana), dovrebbe essere la bussola della Politica, soprattutto in questi tempi bui dominati da autocrazie in guerre di potere geoeconomico e geopolitico. Altrimenti quella necessaria Politica che dovrebbe regolare i rapporti tra i cittadini e il Potere, troverà spazio solo nelle aule dei tribunali.
Modificato 13/10/2025




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