Secondo l'articolo del Messaggero di seguito riportato del 25 gen 2023, nel Comune di Roma sarebbero presenti 869 stazioni di servizio, più del doppio di quella della Grand Paris con 402 distributori e con una popolazione 2,6 volte superiore a quella romana.
Le tre tipologie urbanistiche dei distributori...
di veleni e invivibilità!
TIPO 1 - SUPER CLUSTER DI CRITICITÀ
Coppia di due grandi distributori di 48 pistole erogatrici ciascuno (6 colonnine bifrontali da 8 pistole erogatrici ciascuna) ai lati di una via di scorrimento urbana in prossimità di zone residenziali.
Il top del rischio, del degrado urbano e dei deprezzamenti immobiliari. Le emissioni di benzene di Fase I sono potenzialmente alte e frequenti.
TIPO 2 - CLUSTER CRITICITÀ DIFFUSE
Stazioni di Servizio medio-piccole distribuite in contesti residenziali urbani affacciati su vie di scorrimento.
Le emissioni di benzene e COV prodotte dalle stazioni di servizio si sommano e si aggiungono a quelle stradali. Anche in questo caso gli eventi di picco legati alla Fase I potrebbero essere frequenti e contemporanei.
TIPO 3 - CRITICITÀ NEL MIO CORTILE
Stazione di Servizio medio-piccola annidata in un contesto residenziale a pochi metri dalle abitazioni.
L'erogato annuo di benzina in L/anno non è elevato, ma elevato è il rischio di cancro, leucemia infantile e altre patologie per la sua estrema prossimità alle abitazioni.
In questo caso le possibili emissioni riferite sia alla Fase I, con i tubi di sfiato sotto le finestre e i balconi, che alla Fase II di rifornimento veicolare sono entrambe altamente rischiose.
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VEDERE in Romablog → Una relazione pericolosa |
Nel contesto urbano e suburbano del Comune di Roma, è possibile stimare la popolazione potenzialmente esposta utilizzando i dati ufficiali del Comune, che indicano una densità media di 2.194 abitanti per km² che può variare a seconda del contesto urbano dei vari municipi da 1000 a 9000 abitanti per km². Applicando questi valori alle superfici urbane interessate dalle emissioni, otteniamo delle stime che possono variare in base ai parametri adottati. Occorre infatti tenere conto dell'estrema variabilità del contesto urbanistico in cui ricadono le Stazioni di Servizio, con numeri molto variabili di edifici residenziali al loro intorno e quindi di popolazione. Inoltre le stesse Stazioni di Servizio possono essere di piccole dimensioni, con superfici inferiori ai 500 m² oppure superiori ai 5000 m² e quindi con numeri di pistole e pompe erogatrici molto variabile. Scegliamo pertanto una dimensione superficiale media di 1000 m², la stessa che il Comune di Roma pone come estensione minima per i nuovi impianti. Poniamo anche a soli 100 metri il raggio di propagazione dei COV calcolando l'area interessata con la formula r² × 3,14 alla quale sottraiamo quella dello stesso distributore stimato in una media di 1000 m² di superficie. Quindi:
(100² × 3,14) - 1000 = 30 400 m²
Per quanto riguarda la densità abitativa al loro intorno stimiamo due ipotesi: una minore riferita alla media di 2.194 abitanti per km², e un'altra, maggiore, riferita a 9.000 abitanti per km².
Quindi in riferimento a un solo distributore stimato in una media di 1000 m² di superficie la procedura di calcolo nei due casi sarà:
Proviamo a stimare solo il numero di cittadini che mediamente potrebbero essere esposti alle emissioni COV di soli dieci distributori di carburanti nelle due condizioni ipotizzate:
Proviamo adesso a stimare il numero di cittadini potenzialmente coinvolti in un raggio di propagazione di 150 metri ipotizzando le stesse densità di popolazione:
Quindi moltiplicando per soli 10 distributori parleremo rispettivamente di 1.528 e di 6.268 cittadini. Ma a Roma ve ne sono molti e molti di più (869), con densità che superano qualsiasi città e capitale europea, e, come potrete vedere di seguito, di quasi 4 volte superiore a quella di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Questi calcoli evidenziano come anche un numero limitato di stazioni di servizio possa avere un impatto significativo sulla popolazione esposta. Pertanto, è fondamentale considerare misure di mitigazione e prevenzione per ridurre i rischi legati alle emissioni di COV nelle aree urbane, indipendentemente dalla densità abitativa, garantendo a tutti il diritto alla salute.
Come nota di riferimento per le distanze, si riportano le conclusioni di CEDS.org:
«La sfortunata conclusione di questi studi è che non possiamo fare affidamento sui controlli richiesti per le nuove stazioni di servizio e le auto più nuove per risolvere la minaccia alla salute e alla sicurezza di coloro che vivono, studiano o lavorano nelle vicinanze.
A questo punto, il distanziamento fisico di 500 piedi (152,4 m) o più è l'unica misura che sembra risolvere l'impatto sulla salute pubblica e sulla sicurezza.»
In molte delle seguenti immagini Google maps sono ben rilevabili (cercandoli) i tubi di equilibrio, spesso vicinissimi alle abitazioni.
Aggiornato 2/7/2025
