Aggiornamento 05/05/2026

I servizi urbanistici online del Comune di Roma sono stati ripristinati

Immagini cartografiche di Zonizzazione del PdZ 22 con relative Varianti e Relazioni Tecniche

Di rilievo:
Le sorprese della Variante Decies 2011 Vedi ►
Variante Decies 2011: Elab. 5 e 6 (Cartografie di Zonizzazione) Vedi
Delibera .n 57/2006 Vedi
Le contraddizioni e disparità urbanistiche nel PdZ 22

Vedi in app. E 

Nella sottopagina: 

PdZ 22 Roma: quando il 'Verde Attrezzato' diventa un'area di servizio autostradale

Vedi ►

► http://www.urbanistica.comune.roma.it/vp/pdz-1peep/torbellamonaca.html

CLICK SULL'IMMAGINE PER APRIRE LA PAGINA
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I fondamentali del PdZ 22: Le Norme e Relazioni Tecniche che ne delineano il Piano Urbanistico

Adozione Num. 2913 del 23.10.1979

Approvazione Num. 1261 del 20.04.1982

Approvazione Num. 2529 del 24.07.1984

Dal documento "Norme Tecniche del 24.11.1983" del PdZ 22 Sexies, disponibile in questo gruppo di documenti, si estrae dalla pagina 6 quanto segue:

g)- Aree destinate a verde pubblico

Tali aree sono individuate nelle tavole 3a e 3b di zonizzazione con puntinato grosso.

Il verde è articolato con tre diverse destinazioni preferenziali:

- parco libero

- gioco bambini

- verde sportivo e presportivo

Tali destinazioni sono individuate con apposita simbologia nelle tavole 3a e 3b.

All'interno delle aree destinate a verde pubblico (e parzialmente nel verde privato) è previsto un percorso ciclabile il cui tracciato potrà anche subire modifiche in relazione all'adattamento sul terreno. 

Quanto estratto dalle Norme Tecniche definisce inequivocabilmente la destinazione e la tipologia di fruizione delle aree che, come ampiamente documentato, sono state poi compromesse o del tutto sottratte per fare spazio ad attività terziarie a totale supporto del trasporto privato, in palese contrasto con gli obiettivi di "godibilità del verde" originariamente previsti per la comunità residente.

Cartografie di zonizzazione

Nelle cartografie di zonizzazione disponibili in questa pagina urbanistica, dedicate al PdZ 22, notare come il puntinato grosso (che identifica la destinazione d'uso a Verde Pubblico - Parco Libero) e l'apposito simbolo di "Parco Libero" siano chiaramente indicati sulle aree di contorno di Via di Tor Bella Monaca e dei comparti M5 ed R6, aree poi compromesse e sostituite dalle infrastrutture contestate.

Immagini estratte dall'Elab. Grafica 3A della Zonizzazione approvata nel 1984

NOTA: Le destinazioni d'uso a Parco Libero restano invariate fino all'ultima variante disponibile sul portale urbanistico, approvata nel 1989

Estratto dalla Zonizzazione approvata nel 1988

La cartografia, sebbene appartenente al gruppo 1988, è però datata 1986

IMG E.8 - ZONIZZAZIONE 1988
IMG E.8 - ZONIZZAZIONE 1988

Dalle cartografie di zonizzazione disponibili online nel sito di  Urbanistica del Comune di Roma (l'ultima disponibile è del 1989), le aree attualmente occupate dai distributori di carburanti appaiono sempre invariabilmente destinate a Verde Pubblico contraddistinto dal puntinato grosso, specificandone la destinazione con il simbolo di Parco Libero.

L'ultima cartografia di zonizzazione disponibile sul sito del Comune di Roma è stata approvata nel 1989

Le sorprese della Variante Decies 2011

L'Evoluzione Cartografica: Il "Salto" della Destinazione d'Uso

Analizzando i documenti disponibili sul portale urbanistico di Roma Capitale, emerge un'anomalia cronologica e sostanziale che funge da chiave di volta per l'intera vicenda:

  • Fino al 1989 (Ultima Variante Pre-Impianti): Le aree in oggetto sono chiaramente zonizzate come "Verde Pubblico - Parco Libero", identificate dal simbolo stilizzato dell'albero. In questa fase, l'area è vincolata alla natura e alla fruizione sociale.

  • Il "Buio" Normativo (1990-2010): Un ventennio in cui, nonostante l'assenza di varianti pubblicate che ne mutino la sostanza, vengono autorizzati e installati i mega-impianti.

  • Variante Decies (2011): La cartografia ricompare ufficialmente, ma con una mutazione genetica: il "Parco Libero" sparisce, sostituito dal "Verde Attrezzato".

Nota Critica: Qui avviene un passaggio urbanistico determinante: la trasformazione da Parco Libero a "Verde Attrezzato" agisce come una sanatoria postuma delle nefandezze ambientali già operate. Si cambia l'etichetta per legittimare l'intrusione industriale in quello che doveva essere un polmone urbano.

Nel sito di Roma Capitale è estraibile la Variante Decies 2011 (successiva all'edificazione delle aree di servizio ► "Tor Bella Monaca: processo partecipativo per il Programma di Riqualificazione Urbana"

http://www.urbanistica.comune.roma.it/partec-torbellamonaca.html

Le Aree di Servizio autostradali sono mimetizzate nel verde.

Un perfetto esempio di greenwashing!

Le immagini E.5 ed E.6 estratte dall'Elaborato A - Relazione della Variante decies al PdZ 22:

Elaborato B - Norme Tecniche di Attuazione

ESTRATTI DALLE PAGINE 4 e 11

Le clamorose e insostenibili incongruenze degli Elaborati 5 e 6 (Decies 2011)

Dal Documento del Comune di Roma: "Tor Bella Monaca: processo partecipativo per il Programma di Riqualificazione Urbana (2011)" si estraggono gli elaborati: 4a, 4b, 5 e 6  Vedi ►

 

La rappresentazione del terreno offerta da questi elaborati rivela una significativa discrepanza:

  • Negli Elaborati su base catastale (es. Elaborato 5), le strutture delle due stazioni di servizio (oggi ENI e IP) non sono visibili.

  • Negli Elaborati su base aerofotogrammetrica (es. Elaborato 6) le strutture sono discretamente visibili anche se mimetizzate nel verde, in perfetto stile greenwashing.

Nonostante la differenza, gli Elaborati 5 e 6 mostrano entrambi le zone 26 e 28 in colore verde, contrassegnate dal simbolo di "Spazi a verde attrezzato".

LEGENDA DEI SIMBOLI

Roma PdZ 22: Variante Decies 2011: Elab. 5 e 6

Notare il simbolo di "Spazi a Verde Attrezzato" posto sulla zona 28

Il Documento dell'Elaborato 6 è estraibile direttamente qui ►

Precisiamo subito che nella legislazione italiana la zonizzazione a "Verde Attrezzato" non è ostativa per l'installazione di aree di servizio nella conflittuale pertinenza stradale, ma ne è anzi il presupposto, come opere di urbanizzazione secondaria.

La madre di tutte le nefandezze urbanistiche in tale materia, come nell'emblematico caso ENI-IP di via Tor Bella Monaca nel PdZ 22 di edilizia economica e popolare, resta l'anacronistico D.Lgs 32/98 per il quale tali impianti vengono considerati opere di urbanizzazione primaria compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica salvo espressi divieti come le Zone A. 

Il D.L. 223/2006 dà poi quell'ulteriore spinta che mancava a supporto di petrolieri o società  di impresa proponenti tali impianti su aree a Verde Pubblico - Parco Libero. Aree che nel PdZ 22 vengono opportunamente "sanate" in Verde Attrezzato nella Variante Decies 2011. Operazioni urbanistiche in totale antitesi alla Qualità urbana, Salute, Sicurezza e valore immobiliare delle abitazioni acquistate in edilizia. convenzionata.

 

Mentre la norma parla di 'urbanizzazione primaria', la realtà di Via Aspertini ci consegna un cluster industriale in totale antitesi alla qualità della vita dei residenti limitrofi, che oltretutto subiscono i danni del Superbonus in Superbollette, nella più completa negazione della transizione energetica.

Data la complessità del tema e la sua rilevanza pubblica sulla salute e sicurezza dei cittadini, si rimanda a una sottopagina di approfondimento 

[Vai alla pagina:   PdZ 22: quando il Verde Attrezzato diventa un'area di servizio autostradale ►]

Verde attrezzato... o verde cementato?

Si resta sorpresi e alquanto sconcertati nel vedere tale simbolo posto esattamente sopra l'Autogrill dell'ENI, confermando che l'amministrazione, pur consapevole della preesistente cementificazione, ha mantenuto la classificazione a "Verde Pubblico" anche sulle aree di servizio presenti nelle zone 26 e 28.

 

Di sicuro è un Verde attrezzato di idrocarburi cancerogeni

ed esplosivo GPL!

Quello che a vent'anni di distanza si continua a nascondere

Critica al Piano Urbano Integrato PNRR 2023 per Tor Bella Monaca: l'incoerenza tra gli obiettivi di qualità urbana e la persistenza di alti rischi ambientali
PUI TOR BELLA MONACA - PNRR 2023

In riferimento alla vicenda ENI-IP di Tor Bella Monaca, nel PdZ 22 di edilizia economica e popolare, si aggiungono sul piano normativo le paradossali contraddizioni con il Regolamento del Verde Urbano di Roma del 2021,, senza contare i pronunciamenti del MASE e del Piano d'Azione capitolino contro il rumore e, se ancora non bastasse, anche quelle con la stessa Carta costituzionale.

[Vedi tutti i paradossali sostegni alle tradite aree verdi ]

Le esplicite contraddizioni urbanistiche tra obiettivi prioritari e realizzazioni

La sottrazione di circa 13.000 mq di aree originariamente destinate a Parco pubblico, rappresentate nella zonizzazione della Tavola 3A con puntinato grosso, contrasta apertamente anche con gli intenti fondativi del modello insediativo proposto nella Variante Sexies del PdZ 22.

A riprova di ciò, si estrae il seguente passaggio dalla pagina 4 del documento "Relazione Tecnica del 24.11.1983" , rintracciabile all'interno del gruppo di documenti denominato "Approvazione Num. 2529 del 24.07.1984".

Dalla Variante Sexies, alla pagina 4 della "Relazione Tecnica del 24.11.1983",  si estrae:

 

«Nella progettazione del modello insediativo si è inteso realizzare i seguenti obiettivi prioritari. 

  • b)- Garantire a tutte le abitazioni, condizioni sostanzialmente equivalenti rispetto ai collegamenti con la città, anche rispetto alla fruibilità delle attrezzature ed alla godibilità del verde.
  • c)- Utilizzare l'edilizia non residenziale per creare, sia al livello di nuclei che al livello dell'intero complesso, centri di attività commerciali e terziarie, allo scopo di migliorare la qualità urbana degli insediamenti.» 

Dalla Variante decies al PdZ 22 Tor Bella Monaca, che delineano le finalità dichiarate per il quartiere, si estrae:

  • «Il quartiere Tor Bella Monaca è un insediamento residenziale pubblico (Piano di Zona n. 22), costruito tra il 1981 e il 1983 secondo un modello di città con ampi spazi aperti verdi e servizi e realizzato in attuazione del I PEEP di Roma ai sensi della Legge 167/62.» ...
  • «Con la Variante decies al PdZ si intende incrementare la dotazione di servizi di quartiere anche per i tessuti circostanti e migliorare la rete degli spostamenti interni attraverso la realizzazione di un impianto urbano di tipo comunitario che restituisca centralità agli spazi dei relazione (strade, piazze, giardini) e privilegi la mobilità pedonale.» ...
  • «Sul versante operativo, a una scala locale, è prevista l’attivazione dei Programmi integrati della città da ristrutturare, fondati sulla trasformazione dei tessuti residenziali e produttivi esistenti nell’ottica di un generale incremento delle dotazioni pubbliche della città, della ricucitura tra gli insediamenti e del miglioramento della qualità urbana ed edilizia dei quartieri.»

Nonostante i Distributori di Carburanti fossero già stati realizzati tra il 2002 e il 2006, la successiva "Variante decies" del 2011, riportata nel documento "Tor Bella Monaca: processo partecipativo per il Programma di Riqualificazione Urbana" sconcertano per la loro totale omissione riguardo a tale scempio urbanistico. Ancora più grave, nelle rappresentazioni cartografiche allegate a questa Variante (come visibile nell'IMG E.5), le aree interessate dai distributori continuano ad apparire inspiegabilmente di colore verde, con destinazione d'uso a 'Parco Pubblico', oppure a "Spazi a verde attrezzato". Nella cartografia allegata estratta dall'Elaborato A - Relazione (IMG E.6), si intravede, sempre in un contesto verde-washing, una vaga sagoma delle edificazioni e delle conseguenti cementificazioni operate (riferimento alle aree 26 e 28), quasi a voler minimizzare o celare un problema ormai consolidato e in palese contrasto con gli obiettivi dichiarati del Piano di Zona.

Dai vari documenti disponibili sembra non si sia mai accennato all'eventualità di destinare circa 13mila mq a Distributori di Carburanti in aree che nelle cartografie, come chiaramente visibile nella  "Planimetria catastale - Zonizzazione del PdZ 22 - Tav. 3A" del 1984 e del 1989, avevano come destinazione d'uso "Verde Pubblico-Parco Libero". Questo evidenzia una palese contraddizione tra gli intenti programmatici e le realizzazioni sul territorio autorizzate dal Comune di Roma.

La Variante fantasma

Dov'è la Variante "fantasma" relativa alla sottrazione di 13.000 mq di verde a favore del sovrannumero delle stazioni di servizio?

Teniamo inoltre a ricordare che il PdZ 22 prevedeva per Tor Bella Monaca una via di scorrimento al servizio del quartiere e dei suoi residenti. Pertanto 96 pistole erogatrici, aggiunte ai sovrannumeri nazionali e romani già allora ampiamente riconosciuti, non possono di certo ritenersi al servizio dei residenti, bensì al servizio di un traffico di transito indotto, del tutto estraneo a Tor Bella Monaca.

96 pistole in tutta evidenza ad esclusivo supporto di una motorizzazione privata, che al contrario, negli impegni sottoscritti ad Aalborg e nelle successive varianti al PdZ 22, si voleva ridurre a favore del trasporto pubblico e della pedonalità. Siamo quindi, come già riportato, agli antipodi dell'urbanistica ispirata ai principi di "Context Sensitive Solutions" e di "Transit-Oriented Development".

IMG E.7
IMG E.7

Città

(Area

comunale)

abitanti

in milioni

Sup.

km²

Auto

per mille

abitanti

Stazioni

di Servizio

 

Stazioni

di Serv.

ogni

100 km²

N° Staz.

di Serv.

ogni

100.000

abitanti

FONTI

Comune

di Roma

2,747

1287

677 869 67,5 31,63 LINK

Grand Paris

7,115

814

250 402 49,4 5,65 LINK

Berlino

3,76

891,8

<400 275 30,84 7,31 LINK

Madrid

3,277

604,3

320 224 37,07 6,84 LINK

Londra

8,980

1572

360 531 33,77 5,90 LINK

Dubai*

3,6

3885

313 320* 8.24* 8.89* →LINK
*Dubai: dati approssimati, basati su una stima di "oltre 300" stazioni di servizio.

 

Le ulteriori analisi sulle contraddizioni urbanistiche relative al PdZ 22 nel quadrante dei comparti M5 ed R6 (riferite agli impegni e Regolamenti disattesi) sono riassunte nella pagina di approfondimento:

Inoltre, una galleria di immagini storiche tratte da Google Earth documenta lo scempio ambientale e urbanistico perpetrato su Via di Tor Bella Monaca a danno dei residenti:

In "Appendice E" l'evolversi delle Disparità Urbanistiche interne al PdZ 22: del tutto inaccettabili soprattutto per coloro che si sono sobbarcati l'acquisto della prima casa negli anni 80.

TBM: TRA FANTA-RECUPERI URBANI E REALI CEMENTIFICAZIONI

Recupero urbano e riqualificazione di Tor Bella Monaca

Dal PRINT si estraggono due documenti di seguito linkati:

  • Allegato A: "Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana"
  • Delibera C.C. n.57 /2006

Nel Programma di Riqualificazione Urbana "Tor Bella Monaca" (marzo 2014) incentrato sul comparto ATER R15, il grande assente resta sempre il comparto M5 che in evidente contrasto urbanistico accentua le sue distanze da questo programma di riqualificazione urbana, restando inesorabilmente condannato alla mala urbanistica a tutto danno di cittadini che hanno fiduciosamente acquistato la loro prima casa in regime di edilizia convenzionata.

Dal programma si estrae l'ammissione di tale distanza e dell'evidente insostenibile e innegabile disequilibrio urbanistico:

 

«Il Programma complessivo, quindi, sulla base del Concept Plan redatto da Leon Krier, prevede:

  • la definizione dei margini naturalistici e del limite della città con l’introduzione di vaste aree a parco a vocazione agricolo-archeologica;
  • la valorizzazione dei beni di qualità e dei valori paesaggistici;
  • la riconfigurazione delle componenti infrastrutturali con l’introduzione di nuove funzioni attrattive;
  • la riorganizzazione del traffico veicolare e del trasporto pubblico (Metro linea C, Metro leggera Anagnina-Tor Bella Monaca);
  • la trasformazione dei luoghi, salvaguardando lo stato sociale, attraverso un nuovo approccio tecnico-procedurale, in grado di riqualificare l’insediamento dal punto di vista identitario e nel contesto territoriale;
  • la sostenibilità economica dell’operazione attraverso accordi pubblico-privato e investimenti di natura pubblica e comunitaria.

Tutto il percorso di costruzione, demolizione e ricostruzione sarà aperto e partecipato.»

La Delibera n. 57/2006: un caso di inquietante doppiezza e incoerenza del Comune di Roma

L'evidenza della contemporaneità: mentre si scriveva, si distruggeva.

 

Risulta agli atti un paradosso temporale che smentisce nei fatti ogni intento di trasparenza. Proprio mentre la Giunta Comunale (il 13 ottobre 2005) e successivamente il Consiglio (il 2 marzo 2006) approvavano solennemente un Regolamento che, richiamandosi ai sottoscritti impegni di Aalborg, definiva la partecipazione dei cittadini come "indispensabile" e "ineludibile", accadeva quanto segue:

  • L'azione di Mr. Hyde (Vedi ►): Con l'autorizzazione comunale già rilasciata, il gruppo energetico fossile ENI-IP portava a compimento la sottrazione e la cementificazione di 13.000 metri quadri di resilienti e valorizzanti aree verdi.

  • Il silenzio sui fatti: In quegli stessi mesi in cui si dichiarava che la partecipazione non dovesse limitarsi alla semplice informazione ma avere carattere di "continuità e strutturazione", ai residenti dei comparti M5 e R6 veniva negato ogni dialogo sul destino di quelle aree, originariamente zonizzate a Parco Libero e poi tutt'ora a Verde Attrezzato, secondo le cartografie messe a disposizione dal Comune di Roma.

  • La prova del tradimento: La "città degli abitanti" celebrata sulla carta veniva sacrificata in tempo reale per fare spazio a un cluster di idrocarburi, in totale spregio di quegli impegni di eco-sostenibilità (Carta di Aalborg) che la stessa Delibera 57 citava come propri pilastri.

Estratti dalla Delibera n 57

Dalla Delibera C.C. n.57/2006 si estrae alle pagine 2-3:

254ª Proposta (Dec. G.C. del 13 ottobre 2005 n. 205)

 

Regolamento per l'attivazione del processo di partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana.

 

«Premesso che per migliorare le trasformazioni urbane della città, la qualità della vita degli abitanti e produrre inclusione sociale, nonché per favorire la trasparenza, si ritiene fondamentale la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali strategici, agli strumenti di pianificazione urbanistica e ai progetti di trasformazione urbana;

Che, per processo partecipativo, si intende il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, che sia pienamente inclusivo e non limitato a categorie sociali o gruppi economici e/o gruppi organizzati e associazioni e che tale processo partecipativo non deve limitarsi agli aspetti di informazione e consultazione ma ha carattere di continuità, strutturazione e non occasionalità;

Che la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di trasformazione non deve intendersi solo un’opzione politica o culturale, ma una componente essenziale dei processi di trasformazione urbana finalizzati alla qualità, alla trasparenza e alla coesione sociale, partendo dal principio che la “città vera è quella degli abitanti” e non quella delineata dal suo perimetro;

Che l’attuale normativa, il Testo Unico Enti Locali Decreto Legislativo n. 267/2000, negli artt. 8-9-10, e la Direttiva n. 2001/42 del Parlamento Europeo e del Consiglio, concernente la valutazione di determinati piani e programmi sull’ambiente, valutazione ambientale strategica, VAS, recepita dalla Giunta Regionale del Lazio con deliberazione G.R. n. 1516 del 21 novembre 2002, si basano sul principio della indispensabilità del processo partecipativo dei cittadini alle scelte strategiche di trasformazione urbana e che, inoltre, lo Statuto del Comune di Roma sottolinea l’importanza di tale partecipazione nei procedimenti urbanistici;

Che gli impegni assunti dal Comune di Roma con la sottoscrizione della Carta di Alborg per l’Agenda 21 e con il Piano d’Azione Ambientale, approvato con deliberazione C.C. n. 121 del 23 settembre 2002, indirizzano l’Amministrazione Comunale alla 3 gestione partecipata del processo decisionale sulle strategie e sulle azioni dirette alla realizzazione di una città eco-sostenibile;» [...]

Il testo della Delibera

Deliberazione n. 57 - Seduta Pubblica del 2 marzo 2006

IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA

  1. di approvare il “Regolamento del processo di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, che costituisce parte integrante del presente atto deliberativo (allegato A). Tale Regolamento è finalizzato a garantire ai cittadini, attraverso una informazione tempestiva e preventiva, la massima trasparenza nella informazione e gestione degli strumenti del piano e nell’attuazione dei singoli piani e progetti, un effettivo dialogo e coinvolgimento, tramite la consultazione, nell’interesse pubblico e nell’ottica dell’efficienza, poiché diretto ad un uso appropriato delle risorse, senza sprechi e con adeguata programmazione condivisa. La partecipazione degli abitanti alle trasformazioni urbane, intesa come partecipazione diffusa degli attori sociali dei territori interessati ai processi decisionali relativi ai piani strategici, agli strumenti di pianificazione e ai progetti di trasformazione urbana, costituisce fattore determinante ed ineludibile della trasformazione urbana da applicare nelle relative procedure tecnico-amministrative dell’Amministrazione;
  2. il suddetto Regolamento è vincolante per le attività di tutti gli uffici comunali a livello centrale e dei Municipi interessati ai procedimenti in questione ed è di indirizzo per le Società partecipate del Comune di Roma e per le Società di trasformazione urbana (STU);
  3. gli uffici interessati, nell’ambito delle rispettive competenze, provvederanno ad operare di conseguenza secondo il Regolamento allegato ed il Responsabile di procedimento provvederà a garantire, nei procedimenti in questione, l’applicazione di detto processo partecipativo ai procedimenti comunali;
  4. di prevedere l’attivazione di una struttura dedicata a tale processo partecipativo, definita “Casa della città” e “Casa del Municipio” per promuovere e organizzare i processi di partecipazione, supportando le strutture tecniche centrali e periferiche e attivando gli strumenti di informazione e comunicazione dell’Amministrazione Comunale;
  5. di prevedere specifiche forme di comunicazione, assemblee ed incontri con i cittadini interessati al Regolamento, affinché questo strumento sia condiviso e realmente utilizzabile per i cittadini;
  6. di prevedere adeguate risorse finanziarie per garantire il processo partecipativo per le strutture interne e per le strutture e le attività necessarie a tale processo;
  7. di prevedere adeguate risorse logistiche ed umane per l’attivazione del processo partecipativo per gli uffici più direttamente coinvolti;
  8. di prevedere un’adeguata formazione del personale coinvolto in tali processi partecipativi.
PdZ 22→Tor Bella Monaca
ATTI PUBBLICI m² VERDE PUBBLICO
 Delibera C.C. n° 1261 del 22/4/82 500 037 
Assessorato Urbanistica →PdZ 22 (febbraio 2011) 338 793

Non è la mancanza di verde il problema di TBM, ma la sua sciagurata svendita in in zone residenziali già interessate da elevati e problematici flussi di traffico. Sottrarre 13.000 mq di un patrimonio naturale esistente e valorizzante per installare un cluster di idrocarburi non è urbanistica: è la negazione della natura e della qualità urbana a favore di interessi privati, imposti proprio mentre la retorica istituzionale celebrava la 'città degli abitanti' e gli impegni di Aalborg.