Cari amministratori, vi ricordiamo che negli anni '80 abbiamo acquistato le nostre sudate case in un Piano di Zona di edilizia economica e popolare che non prevedeva la presenza di stazioni di servizio di livello autostradale. All'epoca, l'unica criticità ravvisabile era costituita dalla via di scorrimento, ma le aree verdi circostanti ne mitigavano, almeno in parte, le nocività.
Poi, negli anni a seguire, voi, o i vostri predecessori, avete provveduto con le vostre autorizzazioni a "donarci" in loro sostituzione invivibilità, rischi per la salute e deprezzamenti immobiliari, il tutto in una serie di contraddizioni palesi rilevate successivamente con il Piano Carburanti di Roma del 2008 e con il Regolamento del Verde capitolino del 2021.
Avete assunto alternativamente, in rappresentanza del Comune di Roma e dei suoi cittadini, i ruoli del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde.
Dr. Jekyll, quando nel Piano Carburanti del Comune di Roma del 2008 avete posto tra le norme: «La distanza minima degli impianti per la distribuzione di carburanti liquidi da edifici residenziali, servizi o locali aperti al pubblico esistenti, non di pertinenza dell’impianto, è di mt 30; nel caso di edifici scolastici, case di cura e ospedali, tale distanza è aumentata a mt. 100.»
Mr. Hyde, nell'autorizzare una stazione di servizio adiacente alla Scuola Primaria di Via Aspertini, installazione impedita solo grazie alla provvida protesta dei genitori, che si sono dimostrati molto più avveduti e responsabili della controparte pubblica.
Dr. Jekyll, nel marzo del 2006, quando con la Delibera C.C. n. 57 approvavate il "Regolamento del processo di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana", definendo il coinvolgimento degli abitanti come un fattore "determinante ed ineludibile" e dichiarando che la "città vera è quella degli abitanti". Un atto vincolante che prometteva trasparenza e informazione tempestiva su ogni progetto. Vedi ►
Mr. Hyde, quando negli stessi mesi in cui celebravate la partecipazione, permettevate che a ridosso di aree residenziali (Comparti M5 e R6) si completasse, nel silenzio totale verso i residenti, la cementificazione di 13.000 mq di verde per far posto a un cluster di idrocarburi. Un'opera autorizzata senza quel "dialogo effettivo" e quella "programmazione condivisa" che la vostra stessa Delibera imponeva come obbligatori.
Dr. Jekyll, nel Regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale del 2021, quando in una nota della premessa vi siete richiamati agli adempimenti della Carta di Aalborg e quando alle aree verdi, ritenute strategiche e irrinunciabili, attribuivate ben 15 importanti funzioni, dalla ambientale, ecologica e paesaggistica... alla psicologica, terapeutica e ricreativa. Vedi ►
Mr. Hyde, quando invece quasi un ventennio prima ne avevate anticipato una sedicesima funzione nel mega cluster autostradale di stazioni di servizio in un già riconosciuto soprannumero nazionale degli stessi, di cui al nostro esposto, facendo carta straccia proprio di quella Carta di Aalborg che oggi richiamate. Vedi ►
Vorremmo ancora riporre in voi quella fiducia che è venuta a mancare dal vostro silenzio sulla vicenda, lasciando marcire la raccolta di firme del precedente esposto nei vostri archivi per un mancato protocollo. Con l'ottimismo della volontà ci rivolgiamo a voi sperando in un confronto all'altezza delle indubbie criticità rilevate.
Tor Bella Monaca è un banco di prova per le città del terzo millennio: cogliamo insieme questa occasione per costruire un futuro migliore.
Il nostro commento alla risposta assolutoria "TUTTO A NORMA" all'Esposto di Luglio 2025 di cui all'articolo di RomaToday "Tor Bella Monaca, l'incubo di 114 famiglie che vivono con un distributore sotto casa", ma che ancor meglio avrebbe dovuto intitolarsi:
"L'incubo di 114 famiglie che convivono con un'area di servizio autostradale, con CNG e GPL sotto casa, zonizzata nel 2011 a Verde Attrezzato"
Il nostro commento in 22 domande su 22 anni di buio sul PdZ 22
