Pagina aggiornata 23/05/2026
Quando la Qualità Urbana viene negata
Dalle evidenze satellitari ai rischi per la salute pubblica: una sintesi visiva e documentale delle criticità urbanistiche, ambientali e costituzionali che gravano sul quadrante di via Aspertini.

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Città (Area comunale) |
abitanti in milioni |
Sup. km² |
Auto per mille abitanti |
N° Stazioni di Servizio |
N° Stazioni di Serv. ogni 100 km² |
N° Staz. di Serv. ogni 100.000 abitanti |
FONTI |
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Comune di Roma |
2,747 |
1.287 |
677 | 869 | 67,5 | 31,63 | FONTE ► |
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Grand Paris |
7,115 |
814 |
250 | 402 | 49,4 | 5,65 | FONTE ► |
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Berlino |
3,76 |
891,8 |
<400 | 275 | 30,84 | 7,31 | FONTE ► |
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Madrid |
3,277 |
604,3 |
320 | 224 | 37,07 | 6,84 | FONTE ► |
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Londra |
8,980 |
1.572 |
360 | 531 | 33,77 | 5,90 | FONTE ► |
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Dubai* |
3,6 |
3.885 |
313 | ≈ 320* | ≈ 8.24* | ≈ 8.89* | FONTE ► |
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*Dubai: dati approssimati, basati su una stima di "oltre 300" stazioni di servizio. |
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In un Piano di Zona nato per garantire il diritto all'abitare delle fasce sociali più fragili e per promuovere l'edilizia convenzionata, oggi si assiste a una doppia negazione: quella degli spazi esterni (verde e salute sacrificati a logiche di servizio autostradale) e quella dell'efficienza interna (il paradosso del Superbonus), rendendo la 'casa popolare' una trappola economica e ambientale.
Le intollerabili disparità urbanistiche (in termini di Sicurezza, Salute, Qualità Urbana, Valori immobiliari) tra l'edilizia pubblica e quella convenzionata a tutto danno dei cittadini che si sono sobbarcati i sacrifici dell'acquisto della prima casa.
Si contesta in primo luogo la decisione del Comune di Roma (2004-2006) di sostituire 13.000 mq di aree verdi (zonizzate nelle cartografie ufficiali del PdZ come "Verde Pubblico - Parco Libero") con un cluster di stazioni di servizio di tipologia autostradale (96 pistole erogatrici + Metano e GPL) in prossimità dei comparti residenziali M5 ed R6 del PdZ 22. Tale operazione costituisce un Unicum urbanistico e ambientale senza precedenti nel panorama delle città europee.
Si precisa che questo stravolgimento del PdZ 22 venne attuato dopo circa vent'anni dall'acquisto delle abitazioni (1984) da parte dei residenti, i quali scelsero di insediarsi in un contesto ambientale e paesaggistico del tutto diverso da quello attuale. Tali aree verdi costituivano parte integrante della qualità urbana originaria e della stessa causa contrattuale che ha portato alla stipula dei mutui ventennali.
Questa scelta, artefice di danni ambientali, paesaggistici, sanitari e patrimoniali, confligge palesemente con normative e impegni sia anteriori che posteriori all'intervento:
Paradosso del Conflitto d'Interessi Istituzionale (Stato-ENI): Con una quota del 30,9%, lo Stato italiano detiene il controllo azionario e di indirizzo della partecipata ENI (società proprietaria dei distributori in oggetto), configurando un palese conflitto tra il dovere costituzionale di tutela della salute pubblica e gli interessi economici della filiera petrolifera.
L'inserimento del cluster di carburanti aggrava in modo insostenibile le vulnerabilità preesistenti del quadrante, delineando un quadro di profonda mala urbanistica:
Pericolo Esplosivo: La presenza di GPL e Metano a soli 50 metri dalle abitazioni è riconosciuta altamente rischiosa, come dimostrato dalle esplosioni di Rieti {2018) e Via dei Gordiani (2025). [Vedi ►]
Inquinamento Acustico e Viario: I flussi veicolari a velocità incontrollate, inseriti nella tipica criticità del Dual-frontage noise exposure, con correlata privazione di un quiet side ampiamente riconosciuto in ambito urbanistico europeo (Progetto QSIDE), producono un aumento intollerabile stimabile in circa 6-7 dB aggiuntivi al rumore di fondo stradale altrimenti prodotto da velocità rispettose dei limiti normativi. Il quadro acustico è aggravato dal rumore ricorrente, a bassa frequenza, del compressore CNG e dal disturbo sonoro delle autocisterne GPL in fase di travaso, criticità che risultano ignorate dal Comune e non adeguatamente indirizzate dalle normative vigenti.
Disparità di Sicurezza e Accessibilità: La gestione viaria e pedonale presenta inaccettabili disparità. La Via Amico Aspertini, soprattutto nel tratto residenziale compreso tra il comparto R6 e la Scuola Primaria, è afflitta da insufficiente segnaletica, assenza di moderazione della velocità (nonostante la presenza di due scuole), disparità nell'accessibilità del TPL e da un marciapiede estremamente ristretto (1,4 metri) nel comparto M5, in contrasto con i comparti adiacenti. Tali negligenze compromettono la sicurezza e l'accessibilità pedonale ai vari servizi pubblici e privati.
Chiusura Immediata Rischi: Si richiede l'immediata chiusura e/o delocalizzazione degli impianti GPL e Metano, la cui utilità è inesistente dato il soprannumero urbano e l'intollerabile rischio imposto ai residenti.
Monitoraggio Benzene (Azione Cautelare): Richiesta l'installazione immediata di Centraline Mobili per il Monitoraggio continuo del Benzene e degli NOx in prossimità dei comparti M5 ed R6, per verificare i livelli di rischio per tutta la durata di permanenza delle stazioni di servizio nell'area.
Controllo Velocità e Rumore: Ripristino immediato su Via Aspertini del segnale di limite 30 km/h divelto e l'attivazione di un rigoroso controllo delle velocità su entrambe le arterie (Via Aspertini e Via di Tor Bella Monaca) per la sicurezza e la riduzione dell'inquinamento acustico.
Implementazione Viaria: Implementazione della segnaletica orizzontale e verticale, con aumento degli attraversamenti pedonali su Via Aspertini agli stessi livelli di distanziamento di Via dell'Archeologia.
Delle due l'una: o via Amico Aspertini è una via di quartiere residenziale – e allora il limite di 30 km/h va garantito strutturalmente chiudendo al traffico di transito indotto – oppure è una via di scorrimento impropria, il che la rende del tutto illegittima a ridosso delle finestre delle nostre abitazioni già gravate da una doppia, insostenibile esposizione, senza requie, che ci priva di un lato protetto.
Ampliamento marciapiede M5 per sanare le disparità strutturali con gli altri comparti del PdZ riportandolo a dignitosi standard urbanistici.
Riorganizzazione delle fermate del TPL con l'istituzione di una nuova fermata su via Aspertini in prossimità del plesso scolastico Peter Pan per una migliore accessibilità e qualità urbana, riequilibrando le disparità tra i comparti.
In piena sintonia con la giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenza sul caso di Varazze — priorità assoluta della Qualità della Vita), con i dettami sulla mobilità sostenibile della Comunità Europea, con i pronunciamenti del MASE, con il Piano d'Azione di Roma (2025) sul contrasto all'inquinamento acustico, nonché con lo stesso Regolamento del Verde Urbano capitolino riguardo alle irrinunciabili funzioni delle aree verdi, si richiede l'Avvio immediato dell'iter procedurale per:
Depaving, Rinaturalizzazione e Boschi Urbani: Smantellamento e rimozione definitiva delle due stazioni di servizio (in palese
soprannumero urbano). Si richiede la contestuale rinaturalizzazione e il Depaving dei 13.000 mq di suolo cementificato e sottratto all'uso pubblico, con la conseguente istituzione di due boschi urbani. Tale misura risponde direttamente agli
orientamenti del MASE sul valore terapeutico e ambientale del verde urbano. [Vedi Appendice B ►]
Istituzione di una "Zona 30" Estesa: Avvio dell'iter progettuale, amministrativo e autorizzativo per l'istruttoria di una Zona 30 estesa all'intero quadrante viario (Via Aspertini, Via dell'Archeologia, Viale Anderloni, Via Parasacchi). Questa misura strutturale è essenziale per garantire la sicurezza dei tre plessi scolastici presenti e per abbattere in modo drastico l'inquinamento acustico del quadrante, incrementando il valore residenziale di un'area compresa tra via Aspertini e via di Tor Bella Monaca ( M5 - M 6 ) sistematicamente esclusa dai vari progetti di riqualificazione urbana proposti nel tempo per il PdZ 22. [Vedi Appendice E ►]
Riduzione della Domanda Automobilistica e Riequilibrio Modale: Gli interventi strutturali sopra richiesti si muovono in perfetta aderenza con i severi richiami espressi dalla Corte dei Conti Europea (Relazione Speciale del 2020), la quale ha invitato gli Stati membri e le amministrazioni locali a una cooperazione stringente sul fronte della riduzione della domanda automobilistica. L'eliminazione del cluster di rifornimento e la restituzione del suolo al verde pubblico rappresentano l'unica strada percorribile per disincentivare l'uso dell'auto privata e sanare un'anomalia che vede Roma al vertice negativo della motorizzazione europea.
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Per i dettagli sulle qualificanti proposte di DEPAVING e ZONA 30 vedere in ► Segnalazioni/ESPOSTO: RICHIESTE STRUTTURALI |
Il caso RNI-IP silla stampa e media con la cronologia degli esposti ▼
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La Documentazione completa riferita all'Esposto è disponibile nella pagina dedicata ► DOCUMENTI/Documentazione Esposto M5 TBM |
