revisione 25/10/2025

Unicum urbanistico in ambito europeo
Un caso urbanistico senza precedenti in Europa!
Un caso urbanistico unico in Europa.
Sfidiamo chiunque a trovare una situazione così critica in qualsiasi altra città europea.
In un tratto di soli 800 metri, una via di scorrimento, già critica per le elevate velocità incontrollate, presenta:
Tre stazioni di servizio che hanno sostituito almeno 15.800 mq di aree verdi.
Un totale di 114 pistole erogatrici, di cui 60 per benzina (e benzene).
Un distributore di metano e due di GPL, questi ultimi a soli 50-70 metri dalle abitazioni.
Nota: impietoso il confronto con l'Avenue Charles de Gaulle di Parigi.
A completare il quadro, la via di scorrimento e una via di quartiere, che racchiudono edifici con circa 200 unità familiari, sono caratterizzate da:
Velocità veicolari incontrollate, nettamente superiori ai limiti consentiti (rispettivamente di 50 e 30 km/h).
Sulla via di quartiere, l'assenza di un segnale stradale di 30 orari, divelto e mai ripristinato.
Le politiche urbanistiche del Comune di Roma nel caso specifico di Tor Bella Monaca stanno esattamente all'opposto di quelle tese al miglioramento della qualità urbana e del valore residenziale.
Una plateale sconfessione delle finalità urbanistiche previste dal PdZ 22 e degli impegni ambientali europei sottoscritti, a cominciare dalla Carta di Aalborg. Tale documento, citato nella premessa del Regolamento del Verde Urbano di Roma (2021), riconosce ben 15 insostituibili e strategiche funzioni alle aree verdi, ma, stranamente, non quella di essere cementate in distributori di carburanti!
Un emblematico caso urbanistico che ancora attende risposte dai politici e amministratori pubblici, nonostante l'esposto inoltrato da 114 famiglie.
È LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!
Doppia esposizione al traffico di transito indotto
di Via Aspertini e Via di Tor Bella Monaca
con velocità incontrollate e superiori ai limiti di legge
+
I rischi tecnologici e gli impatti ambientali
di due grandi aree di servizio di tipologia autostradale,
adduttrici di traffico di transito aggiunto,
in sostituzione di circa 13.000 mq di resilienti
e valorizzanti aree verdi zonizzate a Parco Libero
+
comprovati rischi oncologici e di leucemie infantili
fino a distanze di 250 metri dai distributori
(benzene da emissioni vapori Fasi I e II)
+
Le emissioni acustiche (legate agli intervalli di attivazione del compressore CNG e alle fasi di scarico delle autocisterne GPL)
e i rischi esplosivi documentati sul territorio nazionale
1 IP (Rieti 2018)
2 Eni Station (Roma 2025)
3 impianti GPL/CNG a soli 50 metri
(M5 - Via Aspertini)
=
Drastico crollo della Qualità e Vivibilità Urbana
con deprezzamenti immobiliari irreversibili
(fino al 35-40%), riscontrabili dai modelli edonici multifattoriali europei*, sulle abitazioni acquistate nell'edilizia convenzionata del PdZ 22
[*Vedere in Deprezzamenti Immobiliari ►]
La somma delle criticità urbanistiche ricadenti sul comparto M5 non trova riscontri in nessuna città europea, da ciò la meritata definizione di Unicum europeo!
Sfidiamo chiunque a trovare in Europa un edificio residenziale investito da un numero così rilevante di criticità:
Gli insopportabili rumori prodotti dal compressore di metano e dalle rassicuranti autocisterne GPL in prossimità delle abitazioni, fanno da degno coronamento acustico alle pregevole opera urbanistica a favore dei cittadini residenti.
Urban planning car-oriented?
NO, peggio:
Urbanistica svenduta e asservita al Cemento,
all'Automotive
e alle Compagnie petrolifere!
Non è tollerabile vedere e udire le insopportabili rumorose autocisterne GPL in fase di travaso dalle nostre finestre.
Sono alla stessa distanza che separava quella esplosa in via dei Gordiani dalla scuola primaria devastata dall'esplosione mortale del distributore Eni Station. E tutto ciò avviene sapendo che a meno di 800 metri sulla stessa via esiste un altro impianto GPL, e almeno altri cinque nel raggio di soli 5 km in linea d'aria.
Numeri insostenibili e immotivati, se non da interessi privati, rispetto alle altre capitali europee.
|
Città (Area comunale) |
abitanti in milioni |
Sup. km² |
Auto per mille abitanti |
N° Stazioni di Servizio |
N° Stazioni di Serv. ogni 100 km² |
N° Staz. di Serv. ogni 100.000 abitanti |
FONTI |
|
Comune di Roma |
2,747 |
1287 |
677 | 869 | 67,5 | 31,63 | FONTE ► |
|
Grand Paris |
7,115 |
814 |
250 | 402 | 49,4 | 5,65 | FONTE ► |
|
Berlino |
3,76 |
891,8 |
<400 | 275 | 30,84 | 7,31 | FONTE ► |
|
Madrid |
3,277 |
604,3 |
320 | 224 | 37,07 | 6,84 | FONTE ► |
|
Londra |
8,980 |
1572 |
360 | 531 | 33,77 | 5,90 | FONTE ► |
|
Dubai* |
3,6 |
3885 |
313 | ≈ 320* | ≈ 8.24* | ≈ 8.89* | FONTE ► |
|
*Dubai: dati approssimati, basati su una stima di "oltre 300" stazioni di servizio. |
|||||||
ENI STATION 3? - ROMA via di Tor Bella Monaca -
Autocisterna GPL a 50 metri dalle abitazioni!
Confrontando la seguente immagine
c'è bisogno di aggiungere altre parole?

76 contro 96
Si, avete visto bene. Non bastano quattro distributori di carburanti dislocati tra viale Ciamarra e via del Fosso di Santa Maura per raggiungere il numero delle pistole erogatrici della coppia ENI-IP di via di Tor Bella Monaca (96)!
Con un cluster di due grandi distributori di carburanti
(96 pistole erogatrici + metano e GPL)
accoppiati ai lati di una via di scorrimento,
in sostituzione di 13.000 mq di resilienti
e valorizzanti aree verdi alberate,
siamo un caso Unico europeo!
Troppe e intollerabili le criticità ambientali
e i rischi imposti a un'area residenziale del PdZ 22
che al contrario prevedeva ampia fruizione di verde pubblico
in Parco Libero con farfalle,
e non cemento con benzene e auto-bombe!
Romadeicittadini.jimdofree.com
Comitato di Quartiere Nuova Tor Bella Monaca – Via dell'Archeologia 55
In accordo con
M5S:
«GPL e metano, gli impianti a 500 metri dalle case»
CNR:
«Sarebbe meglio eliminare in generale la presenza dei distributori di Gpl in città»
Legambiente Lazio
«Diminuire i distributori in città»
Federcontribuenti
«Le licenze concesse decenni fa non possono essere eterne»
i residenti dei comparti M5 ed R6
chiedono in prima istanza l'immediata chiusura degli impianti Eni Station GPL e metano di via di Tor Bella Monaca, prossimi alle abitazioni!
Si richiede inoltre il rispetto e il controllo dei limiti di velocità su via di Tor Bella Monaca e via Aspertini, fonti di insopportabili aumenti di inquinamento acustico dovuti alle irregolari velocità veicolari.
Contestualmente si richiede sulla via di quartiere "Aspertini" l'immediato ripristino del divelto segnale verticale di limite a 30 km/h (con aggiunta di altri ben visibili) e pronti interventi di rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale con adeguati aumenti nel numero degli attraversamenti pedonali agli stessi livelli della parallela Via dell'Archeologia, anch'essa classificata come via di quartiere. È ben noto agli ingegneri del traffico che un maggior numero di attraversamenti pedonali induce alla moderazione delle velocità.
UN PARADOSSO URBANISTICO
È inaccettabile il paradosso che Via Aspertini, nonostante il teorico limite di 30 km/h, sia percorsa da un traffico di transito indotto fuori controllo con velocità superiori a quelle della sua gemella, e ben nota alla cronaca, Via dell'Archeologia. La Via di scorrimento di Tor Bella Monaca è già strutturalmente dimensionata e più che sufficiente a soddisfare il traffico di transito per il quale era stata progettata, motivo per cui non sussiste alcuna necessità strategica di indurre ulteriore traffico di scorrimento sulla parallela Via di quartiere Aspertini.
NEWS Comune di Roma:
"Velox fissi attivi dal 15 dicembre su Tangenziale Est e Via Isacco Newton"
Perché non anche su via di Tor Bella Monaca?
Al Comune di Roma e alla Stampa continua a sfuggire un elemento centrale delle motivazioni della riduzione delle velocità veicolari in ambito urbano: quello della riduzione del rumore! Elemento centrale della qualità urbana e della vita.
In seconda istanza chiediamo, con la rimozione degli impianti di distribuzione carburanti, la rinaturalizzazione delle aree verdi indebitamente cementificate per dar vita e sviluppo a due boschi urbani ai lati della via di scorrimento in linea con gli orientamenti ambientali europei (tra i quali il 'Depaving' richiamato dal MASE) per città più vivibili e resilienti in grado di affrontare efficacemente i cambiamenti climatici.
I due boschi urbani dovrebbero essere collegati tra loro da un attraversamento pedonale che riduca l'inaccettabile carattere autostradale della via di scorrimento rendendola più funzionale al quartiere secondo i più evoluti principi di Context Sensitive Solutions.
Le nostre richieste di rinaturalizzazione dei 13.000 mq di verde indebitamente sottratti dalla coppia ENI-IP sono pienamente in linea con le più avanzate politiche urbane europee di
'Depaving', 'Green City Accord' e 'Nature Restoration Law'.
Inoltre, il palese soprannumero di tali impianti, che non trova riscontri tra le capitali europee e che serve esclusivamente a sostenere la mobilità privata, è in palese antitesi a uno degli impegni fondanti della Carta di Aalborg: il riequilibrio modale, dal quale Roma è ancora ben lontana.
Per questo, le nostre richieste sono non solo legittime, ma necessarie!
Il castello di carte false, veleni e invivibilità, costruito dal Comune di Roma all'intorno dei comparti M5 ed R6 sugli inganni di una mala urbanistica asservita al Cemento, alla mobilità insostenibile e alle Compagnie Petrolifere, può essere smantellato dalla nostra convinta partecipazione e consapevolezza.
Siate dalla nostra parte,
dalla parte del bene comune
e di una capitale dignitosa, vivibile e sostenibile,
anche nelle dimenticate periferie.
"Tutto a Norma" è stata la risposta del Comune di Roma all'esposto inoltrato dall'amministratrice del condominio di via Aspertini di cui all'articolo di RomaToday →Tor Bella Monaca, l'incubo di 114 famiglie che vivono con un distributore di benzina sotto casa ►LINK ALL'ARTICOLO
Vedere alla pagIna → TUTTO A NORMA?
"Tutto a Norma"
non è sinonimo di sicurezza e garanzia
per la Salute e la stessa vita!
In osservanza degli impegni di Aalborg, sottoscritti più di vent'anni fa, il Comune di Roma — responsabile "del benessere dei cittadini e della conservazione della natura" — era, ed è tutt’ora, pienamente convinto di rappresentare la scala ideale per risolvere i problemi in maniera integrata, olistica e sostenibile? Al contempo di "far sì che tutti i cittadini e i gruppi interessati abbiano accesso alle informazioni e siano messi in condizioni di partecipare al processo decisionale locale" con "politiche di pianificazione dello sviluppo degli usi territoriali che comprendano una valutazione ambientale strategica di tutti i progetti"? [Vedi ►]
La risposta è purtroppo racchiusa nel nostro caso:
2005-2006
L'eclatante vicenda della Delibera n. 57 del 2006 che trova le sue premesse nelle consultazioni con i Municipi avvenute nell'ottobre 2005, contemporanee allo scempio ambientale e urbanistico di via di Tor Bella Monaca a conclamato danno dei residenti limitrofi.
Questa delibera definiva la partecipazione come "indispensabile e ineludibile" sui processi decisionali di trasformazione urbana del territorio, in quanto determinanti la qualità della vita dei cittadini. Tuttavia, mentre si firmavano questi nobili intenti, si procedeva alla distruzione di un valorizzante patrimonio naturale di 13.000 mq di verde per imporre un cluster idrocarburico (ENI-IP) in stretta prossimità di comparti residenziali, senza alcuna consultazione o visione "olistica". [Vedi ►]
OGGI
Il Comune di Roma si guarda bene dal riconoscere e affrontare lo scempio urbanistico e ambientale che lui stesso ha generato, opponendo un’ostinata inerzia alla schiacciante evidenza dei fatti, alle plateali contraddizioni urbanistiche e al rigore della documentazione scientifica prodotta. In tal modo, viene meno — oggi come ieri — a uno degli impegni fondanti della Carta di Aalborg sottoscritta nel 2004, ovvero la soluzione dei problemi urbanistici attraverso una visione integrata, olistica e sostenibile, unita alla partecipazione dei cittadini. [Vedi ►].
Non chiediamoci se la singola pistola GPL di via di Tor Bella Monaca sia a norma. Chiediamoci se è a norma il cluster di distributori con le sue dimensioni, correlate emissioni di benzene, e rischi esplosivi in un contesto urbano e residenziale.
La trappola riduzionista al singolo problema
decontestualizzato dall'insieme delle criticità
non l'accettiamo!
Anche il mare è formato da singole gocce!
Non consentiamo al Comune di Roma
di nascondersi dietro una norma,
in gioco c'è molto di più!
Non è un problema di singole norme, ma del loro fallimento combinato.
Non è solo una questione di legalità, ma di sicurezza e di buon senso.
È questo il tema centrale sul quale chiediamo un serio confronto con il Comune di Roma!
Maggiori dettagli su:
www.romadeicittadini.jimdofree.com
►RomaBlog/NO ALLA BOMBA GPL SOTTO CASA!
►Segnalazioni/Sintesi delle criticità urbanistiche/Report Criticità urbanistiche TBM/TBM, Rischi per la Salute
►DOCUMENTI/Distributori Carburanti
►DOCUMENTI/Verde Urbano
(Digitare su Google "romadeicittadini")
'Tutto culo e camicia con i cittadini 'tutto culo e motore', la giunta di centrodestra del VI Municipio sacrifica la sicurezza e la vivibilità in perfetta coerenza alle loro linee nazionali avverse a qualsiasi proposta di città o zona 30.
In linea con la peggiore cultura urbanistica, avversa alle positive esperienze di quasi tutte le capitali europee, la maggioranza di centrodestra si astiene nel voto decisivo al Consiglio municipale,
decretando di fatto la bocciatura della prima zona 30 di Roma Est, nel Villaggio Breda.
Per loro, meno vittime, meno rumore per i residenti e una migliore qualità urbana non sono ragioni sufficienti.
La vicenda del Villaggio Breda, che trova la sua matrice politica nella battaglia nazionale del centrodestra contro le città e zone 30, trova anche piena coerenza nell'omesso ripristino del segnale stradale di limite a 30 in via Aspertini.
