Aggiornato 10/10/2025

Recupero dei Vapori di Benzina nelle Stazioni di Servizio - Rischi per la Salute

STAZIONI DI SERVIZIO: Recupero dei Vapori di Benzina (PVR)

I sistemi di Recupero dei Vapori di Benzina (PVR) sono riferiti a due cruciali fasi di potenziale emissioni di benzene in atmosfera:

→ FASE I  (disciplinata dalla Direttiva 94/63/CE)

riferita al travaso della benzina dalle autocisterne ai serbatoi di stoccaggio interrati.

→ FASE II  (disciplinata dalla Direttiva 2009/126/CE)

riferita ai rifornimenti degli autoveicoli.

(PVR è l'acronimo di Petrol Vapor Recovery)

In questa pagina ci soffermeremo su un tema cruciale per la Salute Pubblica.

Non a caso, la legislazione europea, così come quella statunitense e canadese, se ne occupa da diversi decenni, riconoscendo la gravità dei rischi per la salute causati dai COV, tra i quali il cancerogeno benzene, rilasciati dalle Stazioni di Servizio. La vasta produzione normativa in materia rappresenta la più chiara evidenza della serietà del problema e della necessità di misure rigorose.

La Direttiva 94/63/CE testimonia l'attenzione europea a tale problema.

 

Tutto OK?

Non proprio.

Chi ci assicura, infatti, che la Direttiva 94/63/CE, riferita ai sistemi di Recupero dei Vapori di Benzina (PVR) di Fase I, venga rigorosamente rispettata nelle varie Stazioni di Servizio disseminate nei contesti urbani?

L'alto numero di distributori di carburanti (nostro invidiabile record europeo) sul territorio nazionale e nelle aree urbane, non fa altro che amplificare l'impatto di questo problema, coinvolgendo numerose comunità di cittadini.

Dal documento federale svizzero si estrae:

 

«L’evaporazione durante il travaso di benzina e il rifornimento degli autoveicoli rilascia vapori di benzina, compreso il benzene cancerogeno. I clienti, il personale dei distributori di benzina e le persone che abitano in prossimità degli stessi sono particolarmente esposti. Al fine di limitare l’emissione di vapori di benzina, l’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) impone che i distributori siano equipaggiati e gestiti in modo tale da ridurre a un massimo del 10 per cento le sostanze organiche nell’aria ambiente emesse durante il rifornimento degli autoveicoli a benzina. Per la consegna ai distributori di benzina è obbligatorio il recupero dei gas.»

 

«L'aiuto all’esecuzione per i distributori di benzina serve a standardizzare e semplificare l'esecuzione. Inoltre, le misurazioni e i controlli delle emissioni, nonché l’uso diffuso di sistemi attivi con monitoraggio automatico del funzionamento, hanno lo scopo di proteggere da concentrazioni eccessive di sostanze inquinanti i clienti e il personale dei distributori di benzina e le persone che abitano in prossimità degli stessi.»

 [Paul Steffen Vicedirettore Ufficio federale dell’ambiente]

 

«L’esperienza ha dimostrato che tutti i dispositivi di intercettazione (ad es. le valvole di commutazione nel pozzetto, le valvole di intercettazione del gas nella valvola di sfiato, le valvole per vuoto a pressione, le pistole erogatrici e i coperchi di tubi di collegamento, di estrazione dell’acqua, i tubi di misura e di riserva nei pozzetti del serbatoio ecc.) sono suscettibili alla fuoriuscita di gas (o all’aspirazione di aria falsa). Gli elementi di collegamento errati, come la mancanza di dadi flangiati, collegamenti errati o dimenticati, possono spesso essere rilevati con una semplice ispezione visiva.»

Le fasi di scarico dalle autocisterne: le più critiche ...e le più ignorate!

Le fasi di scarico della benzina dalle autocisterne ai serbatoi delle stazioni di servizio rappresentano i momenti più critici per la Salute Pubblica, spesso ignorati dai residenti nelle vicinanze. Come dimostrano i rapporti di Salute Canada, l’assenza di efficaci sistemi PVR può portare le concentrazioni di benzene oltre i limiti prudenziali di 27 µg/m³ (REL acuto OEHHA), anche a distanze superiori ai 200 metri.

NOTA: È importante chiarire che le esposizioni acute al benzene, il cui limite di riferimento è il REL acuto OEHHA, sono direttamente connesse alle critiche operazioni di Fase I (il travaso della benzina dalle autocisterne ai serbatoi interrati). Questa è la fase in cui possono verificarsi le emissioni più elevate e non monitorate.

La seguente immagine (Figura 6.), tratta da "Salute Canada", illustra molto bene le fasi cruciali per la Salute Pubblica riferite allo scarico della benzina nei serbatoi di stoccaggio delle Stazioni di Servizio.

I sistemi di Recupero dei Vapori di benzina (PVR) ne impediscono il rilascio in aria dai tubi di equilibrio, nell'immagine rappresentati dal tubo a sinistra "Vent".

SALUTE CANADA ► Misure di Mitigazione
SALUTE CANADA ► Misure di Mitigazione

Nelle seguenti immagini i "tubi di equilibrio" o di sfiato, graditi doni della PA ai cittadini

Nei due seguenti documenti, alle pagine indicate, la trattazione dei tubi di equilibrio con i sistemi di recupero dei vapori di benzina di Fase I (a ciclo chiuso) e di Fase II

La normativa sui tubi di equilibrio o sfiato

→ 3. Modalità di installazione

►6. Lo sfiato del tubo di equilibrio deve essere posizionato

all'altezza di m 2,40 dal piano di calpestio e deve essere dotato di

 apposito dispositivo tagliafiamma.

Di seguito e in Appendice troverete tutta la documentazione sulla Normativa italiana ed europea di riferimento.

Rischi e Criticità rilevati dagli studi

I rischi legati alle fasi di scarico della benzina nei serbatoi di stoccaggio, da parte delle autocisterne

Come già evidenziato i picchi massimi di concentrazione di benzene si verificano durante lo scarico della benzina nei serbatoi interrati da parte delle autocisterne. Tali emissioni, quando non controllate da sistemi a 'ciclo chiuso' che ne consentano il ritorno all'autocisterna, fuoriescono dai tubi di sfiato o 'tubi di equilibrio'. Secondo diversi studi condotti dal governo del Canada e da istituti di ricerca statunitensi, in assenza di sistemi PVR le concentrazioni supererebbero i limiti consigliati per esposizioni brevi di un'ora (27_µg/m³) fino a distanze che possono facilmente eccedere i 200 metri dalle Stazioni di Servizio.

Agenzia Governativa "SALUTE CANADA"

Nella seguente pagina di Salute Canada i livelli di concentrazione del benzene stimati alle varie distanze dalle stazioni di servizio, in assenza di sistemi PVR

da Salute CanadaMisure di Mitigazione (fondo pagina del documento):

 

«Si stima che l'uso del recupero dei vapori di Fase I su un'autocisterna durante lo scarico della benzina, come mostrato nella Figura 6, potrebbe catturare dal 50% al 90% del vapore rilasciato durante l'evento di scarico del camion (CCME 1991; Statistics Canada 2012) e fino al 99% se le valvole p/v sono presenti sui camini di sfiato (Statistics Canada 2012).»

NOTA sulle emissioni di Fase I:

Sebbene i rifornimenti dalle autocisterne non avvengano quotidianamente, i livelli di benzene generati durante queste operazioni risultano estremamente elevati. Lo studio evidenzia, infatti, che tali emissioni possono rappresentare un rischio significativo per la salute, in particolare per le donne incinte e i loro feti in via di sviluppo, qualora vivano in prossimità di una stazione di servizio o di un evento di scarico di autocisterne.

 

Di seguito la traduzione estratta dal documento originale "SALUTE CANADA":

«Questi risultati indicano che le esposizioni stimate al benzene durante lo scarico dei camion possono rappresentare un rischio elevato per le donne incinte e i loro feti in via di sviluppo che vivono in prossimità di stazioni di servizio o in prossimità di un evento di scarico di autocisterne. La frequenza di questi eventi di esposizione a breve termine (elevati) dipende dalla portata della stazione e dal volume di carburante per consegna.

Ad esempio, supponendo che tutte le consegne siano di 35.000 L, si stima che si verificherebbero 29, 114 e 303 di tali eventi all'anno rispettivamente per le stazioni di servizio di base, media e ad alta portata.»

Università di Pisa (VGR/PVR 2006)

Nella Conferenza (2006) sulla "Valutazione e Gestione del Rischio negli Insediamenti Civili e Industriali", tenutasi all'Università di Pisa, emerge un quadro inquietante di insufficienze e criticità gestionali riferite alla sicurezza dei sistemi di Recupero dei Vapori di Benzina (PVR)

Alcuni estratti dal documento del 2006 (i rischi non si limitano alle sole emissioni di benzene, ma come purtroppo dimostrato dal tragico incidente avvenuto in via dei Gordiani a Roma, possono anche concretizzarsi in devastanti esplosioni che possono mettere a rischio la nostra stessa vita):

Lo studio "Vent Pipe Emissions from Storage Tanks at Gas Stations: Implications for Setback Distances"

Nei due seguenti articoli web l'estratto dello studio "Vent Pipe Emissions from Storage Tanks at Gas Stations: Implications for Setback Distances"

Lo studio americano del 2019 "Vent pipe emissions from storage tanks..." ha dimostrato che anche in presenza di sistemi PVR il superamento del REL acuto OEHHA (27 µg/m³) riferito al benzene può verificarsi con significativa frequenza fino a distanze di 160 metri dai distributori. Nelle tre settimane di monitoraggio delle emissioni di benzene l'evento si è verificato due volte in una delle due stazioni di servizio monitorate. Pertanto la frequenza estrapolata è pari a 35 volte l'anno.

Estratti (da PMC):

  • Sezione 5.4. Consegne di carburante e rilasci accidentali di sfiato: «Sulla base delle osservazioni e dell'interpretazione delle serie temporali dei dati di pressione del serbatoio, è probabile che le emissioni di picco dello sfiato (ad esempio, Figura 3b ) fossero in parte dovute a ricariche di carburante non conformi, in cui il sistema di recupero vapori di Fase I non era stato collegato correttamente dall'autista addetto alla consegna, oppure a problemi hardware con tubazioni e/o valvole.»
  • Sezione 5.5. Superamento dei limiti di esposizione di 1 ora: «Ad esempio, a una distanza di 120 m dal centro, il REL è stato superato in tre punti della griglia e il numero di punti della griglia è aumentato con l'avvicinarsi alla stazione di servizio. Ciò suggerisce che non si è trattato solo di un singolo scenario peggiore o di una singola fuoriuscita accidentale di vapore che ha portato al superamento del REL; piuttosto, il superamento può verificarsi più frequentemente del previsto.»
  • Sezione 5.7 Limitazioni: «Tuttavia, il superamento del REL acuto dell'OEHHA nella stagione invernale è già preoccupante, poiché tale REL è stato calcolato per esposizioni di una volta al mese o meno.»
  • Sezione 6. CONCLUSIONI: «I nostri dati supportano, tuttavia, che le distanze di arretramento dovrebbero essere una funzione continua del volume delle vendite e includere anche il tipo di controlli installati presso la struttura. Le distanze di sicurezza dovrebbero tenere conto anche di effetti sulla salute diversi dal cancro. Il REL acuto dell'OEHHA per il benzene potrebbe essere utilizzato per definire le distanze di sicurezza, in quanto tiene conto degli effetti avversi non cancerogeni sulla salute del benzene e dei suoi metaboliti. Anche l'LMR dell'ATSDR 41 potrebbe essere preso in considerazione, poiché si tratta di un limite basato sulla salute.»
  • Sezione 5. CONCLUSIONI: «Le politiche dovrebbero affrontare il problema dei rilasci accidentali di vapori di carburante che, a seconda della tecnologia di prevenzione dell'inquinamento (in questo caso, recupero dei vapori di Fase I) e del suo corretto funzionamento, possono verificarsi frequentemente (due volte a GS-MW in circa tre settimane).»

CEDS.ORG

Estratto dalle conclusioni di CEDS.org:

«La sfortunata conclusione di questi studi è che non possiamo fare affidamento sui controlli richiesti per le nuove stazioni di servizio e le auto più nuove per risolvere la minaccia alla salute e alla sicurezza di coloro che vivono, studiano o lavorano nelle vicinanze.

A questo punto, il distanziamento fisico di 500 piedi (152,4 m) o più è l'unica misura che sembra risolvere l'impatto sulla salute pubblica e sulla sicurezza

In conclusione:

Nelle fasi di riempimento dei serbatoi di stoccaggio, chi ci garantisce il recupero dei vapori di benzina e il loro effettivo ritorno all'autocisterna con sistemi di sicurezza PVR, come da Direttiva 94/63/CE?

NORMATIVE A TUTELA DELLA SALUTE

🔬 Livelli di Rischio per il Benzene: Criteri OEHHA (Estratto ARPA PUGLIA)

L'OEHHA (CalEPA - California) riconosce tre livelli di rischio per l'esposizione al benzene, definiti dal Livello di Esposizione di Riferimento  (REL - Reference Exposure Level).

 

Estratto da ARPA PUGLIA:

  • REL acuto: 27 µg/m³ - media oraria;
  • REL su 8 ore: 3 µg/m³ – media mobile su 8 ore;
  • REL cronico: 3 µg/m³ – media annuale.

Ciò che più sconcerta e lascia allibiti è il vuoto normativo europeo sulle esposizioni acute al benzene di un'ora, sebbene riconosciute altamente rischiose dalla scienza medica. Tale limite di esposizione acuta (REL Acuto) è stabilito dall'OEHHA in 27 µg/m³.

In base alla normativa europea, e quindi italiana, che pone solamente un limite di media annua, pari a 5 µg/m³, potremmo paradossalmente arrivare  a situazioni di elevato rischio per la salute umana pur restando perfettamente a norma!

Immaginiamo infatti una esposizione al benzene su media annua pari al valore attualmente riportato dalla centralina di Villa Ada a Roma, ovvero 0,7 µg/m³. Il restante margine di esposizione  giornaliera rientrante nei limiti normativi annuali sarebbe quindi pari a 5 - 0,7 = 4,3.

Il paradossale inaccettabile risultato ottenuto sarà che, pur esponendoci a livelli di 30 µg/m³, e quindi superiori al REL Acuto OEHHA, per un numero di esposizioni annue pari a 4,3 × 8760 / 30 = 1372, ovvero fino a 3,76 volte al giorno, saremmo del tutto a norma, in piena sicurezza!

Possiamo fidarci delle normative o del vuoto normativo?

Questo vuoto normativo sulle esposizioni brevi al benzene, altamente rischioso per la salute umana, è stato evidenziato e posto all'attenzione delle Autorità Pubbliche dall'Arpa Puglia nel caso del quartiere Tamburi di Taranto in un documento del 2024.

Quadro normativo riferito al Recupero dei Vapori di Benzina nelle stazioni di servizio

Direttiva 94/63/CE  (relativa alla Fase I)

 Recupero dei Vapori di Benzina, a ciclo chiuso, con ritorno all'autocisterna

Articolo 5

Contenitori mobili 1. I contenitori mobili devono essere progettati e gestiti conformemente ai seguenti requisiti:

a) i contenitori mobili devono essere progettati e gestiti in modo che i vapori residui siano trattenuti nel serbatoio dopo lo scarico della benzina;

b) i contenitori mobili che forniscono benzina alle stazioni di servizio e ai terminali sono progettati e gestiti in modo da accettare e trattenere i vapori di ritorno dagli impianti di stoccaggio presso le stazioni di servizio o i terminali. Per le autocisterne ferroviarie ciò è richiesto solo se forniscono benzina alle stazioni di servizio o ai terminali in cui viene utilizzato lo stoccaggio intermedio dei vapori;

ALLEGATO III (Direttiva 94/63/CE)

REQUISITI PER GLI IMPIANTI DI CARICO E STOCCAGGIO PRESSO LE STAZIONI DI SERVIZIO E I TERMINALI DOVE VIENE EFFETTUATO LO STOCCAGGIO INTERMEDIO DEI VAPORI

I vapori spostati durante la consegna della benzina negli impianti di stoccaggio delle stazioni di servizio e nei serbatoi a tetto fisso utilizzati per lo stoccaggio intermedio dei vapori devono essere ricondotti, tramite una condotta di collegamento a tenuta di vapore, al contenitore mobile che consegna la benzina. Le operazioni di carico non possono essere effettuate se i dispositivi non sono installati e correttamente funzionanti.

Recepimento nazionale della direttiva 94/63/CE

D.M. 107/2000

Direttiva 2009/126/CE  (relativa alla Fase II)

Articolo 4

Livello minimo di recupero dei vapori di benzina

1. Gli Stati membri assicurano, con effetto a decorrere dalla data in cui i sistemi della fase II del recupero dei vapori di benzina diventano obbligatori ai sensi dell'articolo 3, che l'efficienza della cattura dei vapori di benzina di tali sistemi sia pari o superiore all'85 %, come certificato dal costruttore conformemente alla norma EN 16321-1:2013.

  • L’apparecchiatura PVR deve essere certificata dal produttore in conformità con le norme tecniche pertinenti, e deve essere in grado di catturare almeno l’85 % dei vapori di benzina.
  • L’efficienza delle apparecchiature PVR deve essere verificata almeno una volta l’anno oppure ogni tre anni se la stazione di servizio dispone di attrezzature di controllo automatico.
  • Le stazioni di servizio che abbiano installato un sistema di recupero dei vapori di benzina di fase II devono informarne i consumatori collocando un cartello, un adesivo o qualsiasi altra forma di notifica sul distributore di benzina o nelle sue vicinanze.
  • I metodi di verifica e le norme utilizzate per determinare l’efficienza dei sistemi PVR sono armonizzati ai sensi della direttiva 2014/99/UE.

Decreto Legislativo 30 luglio 2012 n. 125. Attuazione della direttiva 2009/126/CE, relativa alla fase II del recupero di vapori di benzina

Normative di sicurezza riguardanti il recupero dei vapori di benzina nelle fasi di rifornimento delle autovetture

La realtà urbana

Questa la qualità urbana? quali garanzie sulle emissioni di benzene dai tubi di sfiato?

Alcune legittime richieste alle pubbliche amministrazioni che autorizzano questi impianti

Alla luce dei dati di allerta forniti dagli studi del Governo canadese e di autorevoli istituti scientifici statunitensi, le Pubbliche Amministrazioni italiane hanno il dovere di garantire ai cittadini alcuni dati fondamentali sulle Stazioni di Servizio in prossimità delle loro abitazioni e agire per tutelarne la salute.

Pertanto, riteniamo essenziale che l'azione delle Pubbliche Amministrazioni si concentri su due fronti:

 

A. Massima Trasparenza e Accesso ai Dati (INFO)

 

Si richiede che sia garantita la divulgazione pubblica e, su richiesta dei cittadini, l'accesso ai seguenti dati, indispensabili per la valutazione dei rischi sanitari legati alle emissioni di benzene e altri inquinanti:

  1. Volumi di carburanti erogati (in L/anno) dalle stazioni di servizio in prossimità o all'interno delle aree urbane residenziali.

  2. Frequenza di rifornimento da autocisterne (in n°/anno), per valutare i rischi a breve termine.

  3. Posizionamento dei tubi di equilibrio o sfiato (vent pipe).

  4. Presenza e garanzie sul corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza PVR (Fase I e II).

 

B. Rilevamenti, Controlli e Interventi Strutturali

 

Si rendono inoltre necessari interventi diretti sulle stazioni e un monitoraggio costante:

  1. Controlli periodici — o su richiesta dei cittadini — sulla qualità dell'aria, con rilevamento delle concentrazioni di benzene in prossimità delle Stazioni di Servizio mediante centraline mobili.

  2. Tali controlli dovranno essere obbligatori, con frequenze da stabilire, nei casi in cui due grandi Stazioni di Servizio si trovino ai lati opposti di una via di scorrimento ad alto traffico, impattando su aree residenziali — come nel caso dell'‘Unicum’ di via di Tor Bella Monaca.

  3. Rimozione, spostamento o limitazione delle Stazioni di Servizio quando in palese incompatibilità con la Salute e la Qualità Urbana.

 

I volumi di carburante erogato (in litri/anno) e la frequenza dei rifornimenti non devono essere nascosti, ma anzi devono essere di dominio pubblico. La Salute Pubblica dipende dalla Trasparenza. I cittadini, soprattutto quelli che vivono in prossimità delle Stazioni di Servizio, hanno il diritto di conoscere la qualità dell'aria che respirano, così come sono informati sulla qualità dell'acqua che bevono.

 

Sui rischi emotossici e cancerogeni del benzene, e sulle sue concentrazioni all'intorno delle stazioni di servizio, su rimanda all'articolo-blog  ► È ora di muoversi e reagire!

ROMABLOG ►Tutti gli articoli con tag "Distributori carburanti"

Vedere anche in Documenti ► Benzene: Studi, Normative, Mobilitazioni

 

In altre pagine:

Documenti ► Distributori carburanti  ► Rilevamenti urbani del benzene

Romablog  ►  Il sacco di via di Tor Bella Monaca

Appendice

 

Per maggiori informazioni normative  ► Benzene: Studi, Normative, Mobilitazioni