M5-R6 PdZ 22, Rischi per la Salute in via Aspertini

Pagina aggiornata 08/11/2025

Contrasto tra obiettivi di decarbonizzazione e picchi benzene OEHHA da stazioni carburanti in PdZ 22
Analisi criticità ambientali e urbanistiche via Amico Aspertini Roma. Inquinamento benzene OEHHA, impatto acustico e criticità energetiche

NOTA: il rischio di esposizione acuta al benzene è riferito alla FASE I dei distributori di benzina.

Nella pagina:                                                             TABELLA IN ALLESTIMENTO
 M5-R6: Rischi sanitari indotti dal complesso delle arterie stradali e dal cluster delle stazioni di servizio

Benzene: livelli di rischio e normative

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Le stime dell'Agenzia governativa Salute Canada sulle concentrazioni di benzene alle varie distanze dai distributori

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Riferimenti normativi per le stazioni di servizio

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Benzene: Il caso particolare dei comparti M5 e R6 del PdZ 22 Vedi ►
Benzene: I rischi legati alla FASE I Vedi ►
Benzene e picchi di inquinamento: il vuoto normativo sulle esposizioni acute genera il paradosso della media annua  Vedi ► 
Tra sensate proposte e meschine risposte Vedi ►
M5 - R6: I Conclamati e Documentati Rischi Sanitari Vedi ► 
Piano d'Azione Anti Rumore: dov'è il VI Municipio? Vedi ► 
Incremento Isola di Calore Vedi ►
Rischi ESPLOSIVI Vedi ►

Rischi sanitari indotti dal complesso delle arterie stradali e dal cluster di Stazioni di Servizio

Come già evidenziato, il mix di mala urbanistica crea una situazione unica a livello europeo. Tale contesto determina una serie di rilevanti rischi per la salute, derivanti da fattori quali l'inquinamento acustico e atmosferico, l'incremento dell'isola di calore urbana e rischi esplosivi.

 

Di seguito, esamineremo in dettaglio ogni singolo rischio, corredato dalla documentazione scientifica che comprova i potenziali livelli di esposizione e i loro effetti nocivi sulla nostra salute.

Inquinamento atmosferico: Benzene

L'esposizione acuta e cronica al benzene è la forma più rilevante di inquinamento atmosferico alla quale prestare attenzione.

Cancro e Leucemia Infantile sono purtroppo i rischi sanitari ai quali sono esposti i residenti dei comparti M5 ed R6. 

Al seguente link una breve panoramica sul benzene con i rischi per la salute

Benzene: livelli di rischio e normative

L'OEHHA, l'Agenzia governativa ambientale californiana, riconosce tre livelli di Riferimento per le esposizioni al benzene (REL). Sono gli stessi riferimenti ai quali ha fatto ricorso l'ARPA Puglia nel 2023 in un Focus sul benzene riferito al quartiere Tamburi di Taranto.

🔬 Livelli di Rischio per il Benzene: Criteri OEHHA (Estratto ARPA PUGLIA)

L'OEHHA (CalEPA - California) riconosce tre livelli di rischio per l'esposizione al benzene, definiti dal Livello di Esposizione di Riferimento  (REL - Reference Exposure Level).

 

Estratto da ARPA PUGLIA:

  • REL acuto: 27 µg/m³ - media oraria;
  • REL su 8 ore: 3 µg/m³ – media mobile su 8 ore;
  • REL cronico: 3 µg/m³ – media annuale.

Normativa europea sulle concentrazioni di benzene nell'aria

Direttiva 2008/50/CE recepita dal D.Lgs 155/2010

Valore limite per la media annua → 5 µg/m³

Le stime di Salute Canada sulle concentrazioni di benzene alle varie distanze dai distributori

L'Agenzia governativa Salute Canada riporta in tabella le stime di concentrazione del benzene alle varie distanze dai tubi di sfiato delle stazioni di servizio precisando che tali concentrazioni sono stimate in assenza dei sistemi di sicurezza per il recupero dei vapori di benzina, ovvero i sistemi PVR (Petrol Vapor Recovery). Tale precisazione è di estrema importanza perché ci fa comprendere i livelli di rischio in caso di malfunzionamento o non corretta gestione di tali sistemi. 

DATI ESTRATTI DALL'AGENZIA GOVERNATIVA HEALTH CANADA
DATI ESTRATTI DALL'AGENZIA GOVERNATIVA HEALTH CANADA

Riferimenti normativi per le Stazioni di Servizio

STAZIONI DI SERVIZIO: Recupero dei Vapori di Benzina (PVR)

I sistemi di Recupero dei Vapori di Benzina (PVR) sono riferiti a due cruciali fasi di potenziale emissioni di benzene in atmosfera:

→ FASE I  (disciplinata dalla Direttiva 94/63/CE)

riferita al travaso della benzina dalle autocisterne ai serbatoi di stoccaggio interrati.

→ FASE II  (disciplinata dalla Direttiva 2009/126/CE)

riferita ai rifornimenti degli autoveicoli.

(PVR è l'acronimo di Petrol Vapor Recovery)

Benzene: il caso particolare dei comparti M5 e R6 del PdZ_22

Nel caso in questione le fonti emissive sono costituite dalle due arterie stradali di via di Tor Bella Monaca e via Amico Aspertini, entrambe interessate da elevati flussi di traffico veicolare, alle quali si aggiungono quelle costituite dalle due Stazioni di Servizio formanti un Cluster di livello autostradale, del tutto fuori scala nel contesto residenziale visibile nell'immagine.

Le esposizioni croniche sono dovute al traffico veicolare e alle stazioni di servizio nelle fasi di erogazione della benzina (Fase II).

I livelli di esposizione dipendono dalle distanze dalle fonti emissive e dall'erogato annuo di benzina delle stazioni di servizio. Non è dato conoscere in questo contesto i livelli precisi della media annua, ma potremmo prendere come riferimento quella ottenuta dalla centralina di rilevamento della qualità dell'aria "Fermi" posizionata sul viale Guglielmo Marconi. Tale centralina indica un valore di 1,7 µgm³ di media annua.  A questo valore, nel nostro caso, vi sarebbe da aggiungere le emissioni acute e croniche provocate dal cluster  emissivo delle stazioni di servizio.

I RISCHI LEGATI ALLA FASE I

In effetti i rischi più rilevanti nel nostro caso sono costituiti dalle esposizioni acute, a livelli superiori al REL acuto OEHHA (27 µg/m³), causate dal cluster dei distributori nelle fasi di travaso della benzina dalle autocisterne ai serbatoi interrati di stoccaggio.

Tali fasi, denominate "Fase I", sono normate dalla direttiva europea 94/63/CE che prevede l'obbligo di sistemi di sicurezza per il recupero dei vapori di benzina, ovvero i sistemi PVR (Petrol Vapor Recovery) i quali riguardano anche la Fase II normata dalla Direttiva 2009/126/CE.

SALUTE CANADA:  Misure di Mitigazione
SALUTE CANADA: Misure di Mitigazione

I comparti M5 ed R6 ricevono una doppia esposizione al benzene dai due distributori. I rischi di esposizione acuta, a livelli superiori al REL acuto OEHHA, e con potenziali preoccupanti frequenze, anche in presenza di sistemi PVR, sono altamente probabili. La conferma è data dallo studio americano "Vent pipe emissions from storage tanks..." del 2019. Tale studio, svoltosi nell'arco di tre settimane, rilevò due superamenti del REL Acuto fino a distanze di 160 metri da parte di una delle due stazioni di servizio monitorate nell'indagine, sebbene dotate di regolari sistemi PVR.

 

D'altra parte il Convegno VGR 2006 dell'Università di Pisa delineò un quadro inquietante sulle criticità dei sistemi PVR, dovuto a negligenze, malagestione, errori umani.

 

Pertanto, estrapolando il dato dello studio americano, si potrebbe stimare (con la semplice proporzione → 2 ÷ 3 = x ÷ 52)

una frequenza annuale di 35 eventi di superamento del REL acuto. Più di due volte al mese! Oltretutto con rischi raddoppiati dalla coppia di distributori di via di Tor Bella Monaca. Potenzialmente potrebbero verificarsi due eventi contemporanei nelle due stazioni di servizio, con raddoppi dei livelli di esposizione acuta.

Dallo Studio "Vent Pipe Emissions from Storage Tanks at Gas Stations: Implications for Setback Distances (2019)" si estrae:

«Le politiche dovrebbero affrontare il problema del rilascio accidentale di vapori di carburante che, a seconda della tecnologia... e del suo corretto funzionamento, può verificarsi frequentemente.»

Benzene: il Paradosso Normativo della Media Annua come effetto del vuoto normativo sulle esposizioni acute

Il paradosso normativo della media annua risiede nel fatto che un valore conforme ai limiti di legge (5 µg/m³) può celare picchi di benzene estremamente elevati e pericolosi. Questo accade a causa del vuoto normativo sulle esposizioni acute, ovvero l'assenza di soglie orarie vincolanti nella legislazione italiana ed europea. Come evidenziato dall'ARPA Puglia nel report del 2023 sul quartiere Tamburi, l'unico modo per valutare correttamente il rischio sanitario in questi contesti è ricorrere ai livelli di esposizione di riferimento stabiliti da enti internazionali come l'OEHHA californiano.

Il problema centrale risiede pertanto, come evidenziato dall'Agenzia regionale ARPA Puglia, nell'insufficienza normativa basata sulla media annua (DLgs 155/2010), che ignora le esposizioni acute e il rischio sanitario immediato.

Facciamo un esempio concreto ipotizzando per la nostra zona, come molto probabile, un valore di fondo di benzene equivalente a quello rilevato dalla centralina di Roma-Fermi, pari a circa 1,7 µg/m³ di media annua. Per restare nel limite normativo di 5 µg/m³ (quindi, per rimanere nei restanti 3,3 µg/m³ di "margine" concessi per gli incrementi), la nostra zona potrebbe sopportare "normativamente" fino a circa 964 eventi di un'ora ciascuno a 30 µg/m³ nell'arco di un anno! → a una media di 2,6 volte al giorno!

In questo caso 964 è il semplice risultato di 3,3 × 8760 / 30.

Nota: un anno è costituito da 8.760 ore (24 × 365).

 

In altre parole, anche in completa assenza di benzene da fonti stradali, si potrebbe arrivare fino a 4 esposizioni acute al giorno pari a 30  µg/m³, pur restando nella normativa della media annua:

(5 × 8760) / 30 = 1460 ore totali → 1460 / 365 = 4

ovvero una media di 4 ore al giorno di esposizione acuta!

L'evidente conferma dell'insufficienza normativa basata sulla media annua.

Questa carenza normativa, pregiudizievole per la salute pubblica, è stata posta all'attenzione degli organi sanitari competenti dall'Arpa Puglia nel documento "BENZENE IN ARIA AMBIENTE NELL’AREA DI TARANTO - Aggiornamento ANNO 2023" riferito al caso del quartiere Tamburi.

Nel corso del 2023 una delle centraline di monitoraggio del benzene rilevò 155 superamenti del REL Acuto OEHHA (una media di 3 volte a settimana) pur rientrando pienamente nella norma della media annua.

Ma, a differenza del quartiere Tamburi di Taranto, Tor Bella Monaca non possiede centraline di rilevamento, pur essendo un Unicum europeo di inquietanti criticità ambientali e urbanistiche.

Dalla Stampa

Il Documento integrale ARPA Puglia

Dal documento dell'ARPA Puglia si estraggono alcuni significativi passaggi:

Pag. 6:

«Il rispetto del valore limite annuale di 5 μg/m3 fissato dal DLgs 155/2010 non garantisce l’assenza di rischi per la salute umana»

 

Pag. 16:

«L’obiettivo è di offrire, agli organi sanitari competenti, cui sono rimesse le valutazioni, elementi utili a formulare e/o aggiornare valutazioni di eventuali effetti sulla salute della popolazione ed anche dei lavoratori, collegati alle concentrazioni del benzene in aria ambiente, in occasione di eventi che, seppure di durata limitata e tale da non determinare superamento del limite medio annuo di cui al D. Lgs. n. 155/2010, possano risultare comunque significativi in riferimento ad eventuali effetti sanitari.»

Altri documenti che completano il quadro dei rischi da inalazione di benzene in prossimità di aree di servizio, sono:

  • UFAM CH ► https://www.bafu.admin.ch/it/aiuti-esecuzione-aria  / "Controllo dei distributori di benzina con recupero dei vapori"
  • Lo studio "Emissioni di benzene provenienti da agglomerati di stazioni di servizio: un nuovo quadro di riferimento per la stima del rischio di cancro nel corso della vita." [Vedi]
  • 'Residential proximity to service stations and childhood leukemia risk' (2023) sui rischi di leucemia infantile documentati fino a 250 metri dalle stazioni di servizio (tabella 3) [Vedi]
  •  Università di Pisa (VGR/PVR 2006) sulle inefficienze dei sistemi di recupero dei vapori [Vedi ►]

La trattazione completa in Documenti / Distributori Carburanti / Recupero Vapori Benzina (PVR) ►

Dal caso Tamburi di Taranto a Tor Bella Monaca

In riferimento alla "Fase I" ciò che  nel nostro caso desta maggiore inquietudine e insicurezza è la mancanza di dati sulla frequenza e sui livelli delle esposizioni acute al benzene, nonostante l'adozione dei sistemi di sicurezza PVR.

Una situazione di inaccettabile insicurezza, determinata dall'assenza di centraline di rilevamento della qualità dell'aria e dal disconoscimento da parte del Comune di Roma delle criticità e dei rischi per la salute che esso stesso ha generato.

 

La conclusione è che le due stazioni di Servizio di via Tor Bella Monaca pur essendo a norma con i sistemi PVR non possono offrirci nel nostro caso alcuna garanzia di sicurezza. Le rassicurazioni del Comune di Roma sul rispetto delle norme non possono rassicurarci affatto, al pari delle sue mirabolanti giravolte e contraddizioni.

News: tra sensate proposte e meschine risposte

La delibera proposta dal M5S

In perfetta coerenza con le contraddizioni urbanistiche del PdZ 22, arriva la puntuale e lungimirante risposta del direttore del SUAP:

Possiamo starne assolutamente certi: nessun membro della

Direzione Suap risiede a 50 metri da impianti GPL e CNG!

Ulteriori approfondimenti alla pagina:

Benzene: i conclamati e documentati rischi sanitari nei comparti M5 ed R6

Cancro e Leucemia Infantile sono i conclamati e più rilevanti rischi che riguardano il nostro caso aggravato da un insostenibile cluster di Satzioni di Servizio in un contesto urbanome residenziale

A confermalo sono autorevoli studi, tra i quali:


Estratti

Benzene emissions from gas station clusters: a new framework for estimating lifetime cancer risk (2021) – Effetto Cumulativo:

«Abbiamo scoperto che i cluster di stazioni di servizio presentano un rischio di cancro maggiore rispetto a una singola stazione a causa delle emissioni cumulative delle singole stazioni» ... «Le distanze di arretramento dovrebbero essere riesaminate per affrontare la variabilità temporale e i controlli dell'inquinamento da emissioni di sfiato.»

 

Residential proximity to service stations and childhood leukemia risk  (2023)

«...la residenza in prossimità di una stazione di servizio, in particolare di una con un'attività di rifornimento più intensa, è stata associata a un aumento del rischio di leucemia infantile.» E ancora: «...rivelata una relazione esposizione-risposta tra la densità delle stazioni di servizio... e il rischio di leucemia nei bambini piccoli.» 

  compromesso sia gravato da un ulteriore "esplosivo" fardello ambientale e sanitario, frutto di una pianificazione urbanistica incoerente e di una normativa insufficiente a tutelare i più elementari diritti.

Al bivio di decisioni urbanistiche strategiche per il terzo millennio, chiediamo fermamente che siano difesi gli interessi dei cittadini residenti, della qualità urbana e della vita, e non quelli del petrolio, del cemento e della mobilità insostenibile.

Dalla Tabella 3 - Modello multivariabile - Tutte le leucemie, per le stazioni di servizio che erogano 1000 L/giorno entro 250 metri, si evidenzia un Rischio Relativo (RR) per bambini 5 anni pari a 3,4.

Per ulteriori approfondimenti vedere anche alla pagina:

Documenti/Distributori Carburanti/Benzene: Studi - Normative

CENTRALINE DI MONITORAGGIO DELLA QUALITÁ DELL'ARIA

 

Per Roma vedere alla pagina ► Monitoraggio urbano del benzene

M5-M6-R6: Inquinamento acustico: cause ed effetti

Per effetto del mancato controllo delle velocità veicolari, il Comune di Roma ci regala:

  • 4-5 dB in più da via Aspertini, dove peraltro non si provvede ad una adeguata segnaletica del limite di velocità a 30 km orari, né al ripristino di un divelto segnale stradale .
  • 7-8 dB in più da via di Tor Bella Monaca

A queste fonti di rumore aggiungiamo il supplemento in regalo del compressore di metano (che si attiva ripetutamente in fasi di 5-10 minuti) e le autocisterne GPL che non si limitano a farsi vedere dalle mostre finestre e balconi ma anche a farsi sentire. Anche senza vederle sappiamo della loro rassicurante presenza!

Gli effetti dell'inquinamento acustico sulla salute neurologia, mentale e cardiovascolare sono ampiamente noti.

Grafico della correlazione tra velocità veicolari e rumore

L'immagine è estratta dal documento ► INQUINAMENTO ACUSTICO DOVUTO AL TRAFFICO VEICOLARE

NOTA: da 50 a 30 km/h è stimata una riduzione del rumore di circa 3 dB.

Il Piano d'Azione sul contrasto all'inquinamento acustico: il VI Municipio?

 

Per maggiori informazioni sul Piano d'Azione di Roma e sugli interventi (non) previsti nel VI Municipio vedere in

►Segnalazioni/Appendice B/Piano d'Azione: il VI Municipio? ►

Incremento isola di calore

13000 mq cementati non possono non contribuire all'incremento dell'isola di calore, con aumenti della radiazione termica infrarossa rilasciata nelle ore notturne estive.

L'estrema importanza delle aree verdi nel ridurre le temperature estive e gli effetti dell'isola di calore urbana viene evidenziata anche nei documenti del MASE:

  • Depaving (Raffreddare le città)  [Vedi]
  • Il valore delle aree verdi urbane per la salute e il benessere (isola di calore urbana)  [Vedi]

Approfondimenti in DOCUMENTI → Verde Urbano/isola di calore ►

Rischi esplosivi

in questo caso non si tratta di soli rischi per la Salute, ma anche per la nostra stessa vita. A questi rischi si aggiungono quelli patrimoniali per danneggiamento o distruzione delle nostre abitazioni.

Le cause come noto sono riconosciute nell'impianto di distribuzione GPL dell'Eni Station a 50 metri dalle nostre abitazioni.

Ovviamente nelle cause ravvisiamo le stesse soluzioni.

La chiusura dell'impianto congiuntamente al metano è l'unica soluzione valida. Tale soluzione oltre ad allinearci ad altre città europee è quella richiesta dal CNR per la sicurezza e la qualità urbana. La necessità strategica di tale impianto, a fronte della loro insostenibile densità nella capitale romana, unica in tutta Europa a tali livelli, non è assolutamente giustificata sul piano della mobilità, a 800 metri sulla stessa via ve n'è un altro e altri cinque nel raggio di 5 km in linea d'aria. Gli unici interessi a sostenere le delizie acustiche del compressore di metano e delle autocisterne GPL con relativi rischi esplosivi  a detrimento della qualità urbana e del valore residenziale sono quelli specifici e particolari della compagnia petrolifera.

Deprezzamenti Immobiliari

Per i Deprezzamenti immobiliari vedere in

DOCUMENTI/Deprezzamenti Immobiliari ►

La nostra conclusione

Le politiche urbanistiche del Comune di Roma nel caso specifico di Tor Bella Monaca (PdZ 22) stanno esattamente all'opposto di quelle tese al miglioramento della qualità urbana e del valore residenziale.

La situazione reale di alcuni comparti del PdZ 22 è la prova che il Comune di Roma si guarda bene dal riconoscere e affrontare in maniera organica le criticità sanitarie che lui stesso ha determinato. In tal modo, viene meno a uno degli impegni fondanti della tanto sbandierata Carta di Aalborg, ovvero quello di affrontare gli squilibri urbani e ambientali in maniera "integrata, olistica e sostenibile", con la partecipazione e l'asc0lto dei cittadini.

 

Per questo, chiediamo un serio e immediato confronto con il Comune di Roma.

Si ringrazia Gemini per la collaborazione