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Garantire la piena trasparenza e accessibilità dei dati relativi alle stazioni di servizio urbane, in particolare per quanto concerne:
- Il posizionamento preciso dei tubi di sfiato dei serbatoi di stoccaggio, spesso non immediatamente visibili o documentati e collocati a
distanze critiche dalle abitazioni. Nel nostro caso sono visibili i tubi di sfiato della stazione di servizio IP, ma non di quella ENI Station a noi adiacente.
- I volumi di carburanti erogati in L/anno per ciascuna stazione di servizio, dati cruciali dato che le emissioni di benzene sono una
funzione continua e lineare dei volumi di vendita.
- La frequenza media dello scarico delle autocisterne di benzina nei serbatoi di stoccaggio, incluse le informazioni sul numero e sulla
capienza degli stessi, elementi che impattano direttamente sulle emissioni di Fase I.
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Attivare un piano di monitoraggio rigoroso e continuo della qualità dell'aria, con particolare attenzione alle aree urbane che presentano le maggiori criticità:
- Mediante l'installazione di centraline mobili per il monitoraggio continuo (H24) delle concentrazioni di benzene.
- Queste centraline dovranno essere collocate prioritariamente nelle aree residenziali dove molteplici fattori rilevanti contribuiscono all'aumento
dei rischi per la salute e al degrado urbano, tra cui spicca, per la sua unicità, il 'Cluster di Criticità Ambientali' di Via di Tor Bella Monaca. La richiesta di una centralina
mobile in un contesto di 96 pistole erogatrici aggiunte a una via di scorrimento urbana la riteniamo pienamente legittima: se non in un cluster di criticità ambientali da Unicum europeo,
dove altrimenti?
- I report di questi controlli periodici dovranno essere resi pubblici e facilmente accessibili ai cittadini tramite il sito
istituzionale del Comune di Roma, in ottemperanza ai principi di trasparenza e partecipazione.
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Implementare rigorosi controlli periodici sui sistemi di recupero dei vapori di benzina (PVR) delle stazioni di servizio (sistemi di Fase I e Fase II), con la verifica della loro effettiva funzionalità e manutenzione. I report di tali controlli devono essere anch'essi resi
pubblici e facilmente consultabili.
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Rivedere urgentemente le politiche urbanistiche e i regolamenti comunali (in particolare il Piano Carburanti) per impedire nuove installazioni di distributori in prossimità
delle zone residenziali e per valutare soluzioni di delocalizzazione o la messa in sicurezza degli impianti esistenti in contesti urbani ad alta densità abitativa, al fine di
salvaguardare la salute pubblica, la qualità urbana e il valore immobiliare delle zone residenziali, il tutto in linea con i più recenti studi scientifici sui rischi per la salute e il
diritto a un ambiente salubre.
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In relazione al caso specifico del 'Cluster di Criticità Ambientali' di Via di Tor Bella Monaca, si richiede con urgenza la dismissione della Stazione di Servizio ENI (o alternativa
analoga per riduzione dell'impatto complessivo) adiacente ai comparti R6 ed M5, data la sua superfluità rispetto alle reali esigenze del territorio e la sua intollerabile incidenza sul
benessere dei residenti. A tal proposito, come primi e immediati provvedimenti, si richiede la chiusura o la delocalizzazione degli impianti più rumorosi e molesti,
ovvero metano e GPL, con le connesse operazioni di rifornimento tramite autocisterne GPL, che risultano essere proprio quelli più prossimi alle residenze e causa di grave disturbo della
quiete pubblica e della vivibilità. Tale richiesta è ulteriormente motivata dalla tragica esplosione avvenuta il 04/07/2025 nel distributore Eni Station in Via dei Gordiani a Roma,
considerando oltretutto che le distanze dalle abitazioni nel nostro caso (50-70 metri) sono di molto inferiori rispetto a quelle registrate nel luogo dell'incidente (130
metri). Questo tragico incidente, peraltro nel novero delle possibilità come dimostrato dalla documentazione VGR/PVR (2006) dell'Università di Pisa in riferimento alle fasi di
travaso dei liquidi infiammabili dalle autocisterne ai serbatoi di stoccaggio, e dallo storico degli incidenti esplosivi, devastanti e mortali, avvenuti nei due distributori GPL Eni Station
di Rieti (2018) e Roma (2025), dimostra come sia del tutto intollerabile la somma delle criticità ambientali e dei rischi, anche concretizzabili in tragiche esplosioni, imposta a un'area
residenziale del PdZ 22. Contestualmente alla dismissione degli impianti non più funzionali o giudicati incompatibili con il contesto residenziale, si chiede la
rinaturalizzazione, almeno parziale, delle aree precedentemente cementate. Tali spazi dovranno essere restituiti in resilienti aree verdi fruibili dalla
cittadinanza, con la complementare installazione di colonnine di ricarica elettrica su superfici permeabili quali prato naturale o prato armato. Questo approccio non
solo promuoverebbe una mobilità realmente sostenibile e coerente con gli obiettivi di de-carbonizzazione urbana, ma ridurrebbe anche significativamente l'impatto complessivo
degli impianti sul contesto residenziale, migliorando la qualità della vita.
In tale scenario, l'ENI, in quanto attore principale e capofila in Italia dell'abnorme numero di distributori, potrebbe beneficiare di un significativo e tangibile ritorno
d'immagine, rafforzando la sua spesso ostentata vocazione 'green' attraverso azioni concrete di rigenerazione urbana e dimostrando una reale attenzione alla salute dei cittadini
e alla sostenibilità ambientale
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Misure per la mitigazione dell'inquinamento acustico e il controllo delle velocità:
Si richiede l'adozione di provvedimenti urgenti e strutturali volti a ripristinare la vivibilità acustica e la sicurezza stradale in prossimità dei comparti M5 - R6:
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Intervento per l'Accessibilità e la Sicurezza Pedonale (Via Amico Aspertini - Comparto M5):
Si richiede al Comune di Roma di procedere con la massima urgenza all'allargamento del marciapiede su Via Amico Aspertini, in corrispondenza del comparto M5. Tale intervento è essenziale
per garantire una pedonalità accettabile e sicura in un tratto attualmente ristretto a soli 1,4 metri di larghezza. L'opera andrebbe a completare un progetto di riqualificazione pedonale
rimasto incompiuto per oltre due decenni, ripristinando le condizioni di fruibilità e sicurezza previste e attese dai residenti.
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Ottimizzazione delle Fermate del Trasporto Pubblico (Via Amico Aspertini / Viale Pietro Anderloni)
Al fine di valorizzare, ottimizzare e rendere più attrattivo il trasporto pubblico locale come unica vera alternativa alla mobilità privata e alla congestione veicolare, si richiede
l'unificazione e la razionalizzazione delle fermate bus esistenti tra Via Amico Aspertini e Viale Pietro Anderloni.
Attualmente, le linee ATAC 058, 059 e 20 Express – tutte dirette verso il Policlinico e l'Università di Tor Vergata, con punti di scambio fondamentali con la Metro C (Torre Angela per il
20 Express; Torre Gaia per lo 058 e 059) – presentano fermate distinte e non sincronizzate. La fermata dello 058 e 059 su Via Amico Aspertini e quella del 20 Express su Viale Pietro
Anderloni sono separate da una distanza di circa 120 metri di percorso pedonale, una situazione che impedisce un'efficiente interconnessione e la possibilità per l'utenza di utilizzare il
primo mezzo utile in arrivo.
Si propone di risolvere tale criticità attraverso una modifica semplice e a basso impatto sul percorso del 20 Express:
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Deviazione del 20 Express: Far svoltare la linea 20 Express su Via Amico Aspertini, allineandola al percorso dello 058 e 059,
anziché su Viale Pietro Anderloni.
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Percorso post-unificazione: La linea 20 Express potrebbe poi riprendere il suo percorso attuale su Viale Pietro Anderloni con
una svolta a U, allungando il tragitto di soli 60 metri.
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Fermata Unificata: La nuova fermata unificante per tutte e tre le linee potrebbe essere strategicamente posizionata a fianco
della scuola materna "Peter Pan", in un tratto di Via Amico Aspertini parallelo all'attuale percorso del 20 Express.
Questa riorganizzazione, visibile nelle immagini illustrative integrate nella pagina web dell'Esposto, porterebbe a un significativo miglioramento del servizio di trasporto
pubblico offerto ai residenti. Oltretutto ne renderebbe più equa l'accessibilità fra i comparti M5-R6 ed M6-R7.