In questa pagina pongo alcune domande su questioni che ritengo centrali in ambito urbano, riguardanti la salute, la sicurezza, la qualità urbana e la qualità della vita dei cittadini, ma su cui abbiamo poche, se non nulle, informazioni. Temi sui quali, al contrario, dovrebbe essere garantita la massima trasparenza:
- La distanza minima di 30 metri, stabilita dal Piano Carburanti del Comune di Roma tra i Distributori di Carburanti e gli edifici residenziali, viene realmente osservata?
- Chi garantisce che nelle stazioni di servizio i sistemi di recupero dei vapori di benzina (PVR) siano effettivamente adottati e controllati?
- Nei cluster di stazioni di servizio sulle vie di scorrimento urbane, chi ci rassicura sulla qualità dell'aria? E dove sono le centraline mobili per il rilevamento del benzene?
- I valori limite di esposizione occupazionale al benzene sono davvero congruenti con i limiti REL OEHHA, che l’ARPA Puglia considera seriamente nel caso del quartiere Tamburi di Taranto?
- Come si rapportano il D.M. 24/5/2002 e il Regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale a quanto avvenuto in via di Tor Bella Monaca?
- Possiamo davvero fidarci della Pubblica Amministrazione nella tutela della Qualità Urbana e della nostra vita?
1. Piano Carburanti del Comune di Roma
Nel Piano Carburanti del Comune di Roma, nella parte II. DISCIPLINA URBANISTICA, punto "7) Dimensioni della Superficie fondiaria e distanze minime" alla pag. 13 del documento pdf, si legge:
«La distanza minima degli impianti per la distribuzione di carburanti liquidi da edifici residenziali, servizi o locali aperti al pubblico esistenti, non di pertinenza dell’impianto, è di mt 30; nel caso di edifici scolastici, case di cura e ospedali, tale distanza è aumentata a mt. 100. La distanza è calcolata dalle colonnine di erogazione dei carburanti contenenti benzene.»
Ciò premesso arriviamo all'interrogativo:
consultando Google Maps si rilevano a Roma una infinità di Stazioni di servizio nelle quali le colonnine di erogazione della benzina sono comprese a meno di 30 metri dagli edifici residenziali, in alcuni casi a soli dieci metri. Inoltre i tubi di sfiato dei serbatoi di stoccaggio della benzina, esattamente quelli che nelle fasi di scarico dalle autocisterne potrebbero emettere elevate concentrazioni di benzene, sono posti sotto le finestre della abitazioni.
Come si spiega?
Nota: PVR → Petrol Vapour Recovery
2. Garanzie sui sistemi PVR
Chi garantisce che nelle stazioni di servizio i sistemi di recupero dei vapori di benzina (PVR) siano effettivamente adottati e controllati?
Il documento dell'Università di Pisa del 2006 "Analisi di sicurezza dei terminali di carico/scarico" pone inquietanti interrogativi sulla corretta implementazione dei sistemi di recupero dei vapori di benzina per effetto del DM 107/2000.
Da allora le cose sono effettivamente migliorate? e con quali garanzie?
Il tema è affrontato in Documenti → Link "Recupero Vapori Benzina" al quale si rimanda.
3. Cluster di stazioni di servizio aggiunti alle vie di scorrimento urbane
In questo caso l'esempio più eclatante lo ritroviamo in via di Tor Bella Monaca: un Unicum europeo di "Grande Bruttezza"!
Nei cluster di stazioni di servizio sulle vie di scorrimento urbane, chi ci rassicura sulla qualità dell'aria? E dove sono le centraline mobili per il rilevamento del benzene?
La situazione dei due distributori di via di Tor Bella Monaca in prossimità della zona residenziale si configura tipicamente come un:
CLUSTER AUTOSTRADALE BIDIREZIONALE DI STAZIONI DI SERVIZIO
Ricordiamo che gli studi Vent pipe emissions… ed Emissioni di benzene dai cluster delle stazioni di servizio… ci informano che le opportune distanze di arretramento per le stazioni di servizio e i correlati rischi di cancro sono funzioni continue del volume delle vendite di benzina, ovvero dell'erogato annuo.
VEDERE alla pagina → Benzene: Studi, Normative, Mobilitazioni
4. Congruenze tra la direttiva UE 431/22 e i limiti REL OEHHA (EPA - California)
Il tema è stato affrontato in RomaBlog → Link "Normative e Limiti di Riferimento a confronto" al quale si rimanda.
5. Il D.M. 24/5/2002 e il Regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale (2019) in rapporto a via di Tor Bella Monaca
Dal D.M. 24/5/2002 si estrae all'Art. 4 - Ubicazione:
Gli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione non possono sorgere:
...
| c) nelle aree, ovunque ubicate, destinate a verde pubblico.
Regolamento del Verde urbano di Roma Capitale
Nel caso di via di Tor Bella Monaca, con un distributore di Metano installato su un'area verde che il Comune di Roma nel Regolamento del Verde Urbano (2019) avrebbe candidamente definito come "Verde funzionale", sorge spontanea la domanda:
Funzionale a cosa?
L'area verde 28, un'area verde funzionale, è il luogo in cui si è consumato uno scempio ambientale culminato in un unicum europeo: una via di scorrimento affiancata da un cluster di due grandi stazioni di servizio, a ridosso di una zona residenziale urbana (R6+M5+M4)
A titolo di complemento di questo caso specifico citiamo quanto riporta il Regolamento del Verde Urbano del Comune di Roma sulle aree verdi:
comma 5. "Il presente Regolamento riconosce le seguenti funzioni (elencate tra i servizi ecosistemici secondo la definizione del Millennium Ecosystem Assessment) svolte dal verde urbano: - ambientale; - climatica; - ecologica; - paesaggistica; - estetica; - educativa; - culturale; - decorativa; - di sicurezza del territorio; - economica; - igienica; - psicologica; - terapeutica; - ricreativa; - storica."
In Premessa, nella pag. 36 del Regolamento, viene ipocritamente citata la Carta di Aalborg alla quale lo stesso Regolamento ritiene di ispirarsi:
«(1) Il Regolamento è redatto nel rispetto degli impegni presi con la sottoscrizione della Carta di Aalborg. In occasione della IV Conferenza europea delle città sostenibili Aalborg +10 Inspiring futures tenutasi nel giugno 2004, Roma Capitale con altri 110 comuni provenienti da 46 Paesi, ha sottoscritto gli Aalborg Commitments, un documento contenente 10 impegni da realizzare per un futuro sostenibile che possa offrire a tutti i cittadini una qualità della vita soddisfacente.»
Peccato che tra il 2005-2007 ...ne fece carta straccia!
Sempre a titolo di complemento ricordiamo la vicenda del distributore ENI Station in via di Tor Bella Monaca:
Il Comune di Roma inizialmente ne autorizzò l'installazione in adiacenza alla scuola elementare di via Aspertini. Tuttavia, a seguito della viva protesta dei genitori degli alunni, la realizzazione venne bloccata e il distributore fu autorizzato nell'attuale sede, sacrificando un'area verde essenziale per i residenti.
Nel 2008 il Regolamento del Piano Carburanti del Comune di Roma stabilì che la distanza minima tra le stazioni di servizio e le scuole dovesse essere di almeno 100 metri.
Il buon senso non avrebbe dovuto suggerirlo fin dall'inizio? I genitori, del resto, dimostrarono di averlo.
Oggi Roma può gloriarsi di avere la più alta densità di stazioni di servizio tra le capitali europee. Una densità 4 volte superiore a Dubai e 17 volte quella di Parigi. Ma certo non può gloriarsi per la qualità della vita.
6. l'ultima domanda
Arriviamo dunque all'ultima domanda:
Possiamo fidarci della Pubblica Amministrazione?
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Vedi in DOCUMENTI ► Distributori Carburanti ► Benzene: Studi, Normative, Mobilitazioni in RomaBlog ► tag "distributori carburanti" |









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