Nell'articolo del 23 gennaio scorso ci chiedevamo perché i residenti del quadrante M5-R6 dovessero essere condannati a "correre i 100 metri" per intercettare un autobus. Oggi abbiamo una risposta ufficiale dall'ATAC e dal Dipartimento Mobilità, ma è una risposta che apre scenari inquietanti sulla gestione del nostro territorio.
La "certificazione" di insicurezza
Il dato più rilevante non è il parere negativo per ragioni tecniche (gli ingombri dei bus da 18 metri) che tuttavia non hanno impedito la deviazione con fermata provvisoria in alcune circostanze di emergenza, ma la motivazione addotta per negare il capolinea definitivo su via Pietro Anderloni.
La Direzione del Trasporto Pubblico Locale scrive testualmente:
"...non è stato possibile renderlo definitivo a seguito del parere negativo di ATAC, che ha ritenuto non idonea la sosta serale nel quartiere, in quanto privo di adeguate condizioni di sicurezza."
Una resa istituzionale
Siamo di fronte a una certificazione ufficiale di abbandono. La Pubblica Amministrazione ammette che una zona del PdZ 22 è fuori controllo, al punto da non poter garantire la sosta serale di un autobus. Invece di intervenire per risanare e mettere in sicurezza, le istituzioni rispondono tagliando i servizi ai cittadini.
Il paradosso dei "due pesi e due misure"
Come cittadini attenti alla Sicurezza e alla Qualità Urbana, non possiamo non rilevare un paradosso inaccettabile:
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L'area è troppo insicura per un autobus in sosta?
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Ma la stessa area è considerata idonea per ospitare distributori di carburante e impianti GPL a ridosso delle abitazioni?
La nostra controproposta: Accessibilità e Diritti
Non accettiamo questa "resa". Abbiamo già risposto formalmente ad ATAC rilanciando sulla fattibilità tecnica per le linee 058 e 059. Se i bus da 18 metri hanno problemi di manovra, nulla osta a che i mezzi più piccoli servano finalmente via Amico Aspertini, dotando la fermata di una pensilina dignitosa e mettendo fine alle "avventurose corse" dei residenti all'avvistamento del primo mezzo in arrivo.
La battaglia per il Diritto alla Città continua.
Di seguito si riporta integralmente la risposta della Direzione del Trasporto Pubblico Locale:
"In merito alla richiesta del cittadino si rappresenta che alla ricezione della Sua PEC è stato subito avviato un confronto con Roma Servizi per la Mobilità sulla fattibilità di quanto proposto.
Per quanto riguarda l'esito della valutazione della richiesta, pur comprendendo la logica della proposta, si evidenzia che essa non risulta tecnicamente attuabile.
In particolare, un autobus da 18 metri, quale quello impiegato per la linea 20 Express, non è in grado di effettuare la manovra prevista, che comporterebbe la svolta a sinistra su via Aspertini, l’accostamento a destra in fermata e la successiva ripartenza con attraversamento dei flussi di traffico per reimmettersi nuovamente a sinistra su via di Tor Bella Monaca. Tale sequenza di manovre non è tecnicamente realizzabile in condizioni di sicurezza e regolarità del servizio.
Si segnala, inoltre, che l’area attualmente destinata alla fermata del 20 Express in via Pietro Anderloni è uno spazio riservato al Trasporto Pubblico Locale, già utilizzato in passato per capolinea temporanei.
Tuttavia, non è stato possibile renderlo definitivo a seguito del parere negativo di ATAC, che ha ritenuto non idonea la sosta serale nel quartiere, in quanto privo di adeguate condizioni di sicurezza.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, si conferma pertanto la non fattibilità tecnica della soluzione proposta."
La nostra contromossa
Non intendiamo accettare una risposta che liquida i diritti dei residenti con motivazioni standardizzate o, peggio, con la resa di fronte all'insicurezza. Per questo motivo, abbiamo inviato oggi una replica formale ad ATAC e al Dipartimento Mobilità, rilanciando su una soluzione parziale ma immediata e fattibilissima per le linee 058 e 059.
Di seguito, il testo della nostra comunicazione:
Oggetto: Riscontro a comunicazione URP – Proposta ottimizzazione TPL Quadrante M5-R6
Gentili,
prendo atto della vostra risposta circa la presunta inagibilità tecnica della deviazione proposta per la linea 20 Express (mezzi da 18 metri).
Tuttavia, preme sottolineare come tale tratta sia stata già percorsa più volte dai medesimi mezzi in occasione di deviazioni temporanee, con l’attivazione di fermate provvisorie. Risulta pertanto evidente che non sussista un’impossibilità tecnica assoluta, quanto piuttosto una scelta legata alla sicurezza dell'esercizio ordinario che sembra ignorare i precedenti operativi di emergenza.
Se la criticità rimane legata alla lunghezza dei mezzi della linea 20 Express, resta pienamente valida e urgente la richiesta di avvicinamento della fermata per le linee 058 e 059 ai comparti M5 ed R6, attualmente penalizzati da una disparità di accesso al servizio pubblico.
L'adozione di tale modifica per queste linee, percorrenti via Amico Aspertini, garantirebbe (con il valore aggiunto di una pensilina di attesa):
- Equità di accesso: parità di diritti per i residenti di un quadrante attualmente isolato, oltretutto socialmente penalizzato per vostra stessa ammissione di insicurezza pubblica.
- Intermodalità - Accessibilità: la riduzione dei tempi di percorrenza a piedi e l'avvicinamento della fermata 058 e 059 a quella del 20 Express migliorerebbe decisamente l’offerta di trasporto pubblico verso le strategiche destinazioni del PTV e della Metro C.
- Efficienza per l'utente: ridurrebbe notevolmente la lunghezza delle avventurose corse a piedi degli utenti verso la fermata del primo mezzo in arrivo, eliminando l'attuale e precario "avvistamento" dei mezzi dalle distanti banchine attuali.
Si sottolinea che tali linee già percorrono regolarmente il tratto indicato, allineandosi perfettamente al marciapiede proposto per la nuova fermata. Chiedo pertanto un riscontro formale specifico su questa soluzione parziale per le linee 058 e 059.
Distinti saluti,
Un cittadino che si batte per una mobilità sostenibile e per i paritari diritti alla città.

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