Appendice B

Sicurezza e Rigenerazione Urbana: le richieste di interventi urgenti e strutturali (Viabilità - Depaving - Zona_30)

Nella Pagina:

- Dalla Stampa

- Contesto sociale e urbanistico  [VEDI ►]

- Le nostre Richieste Strutturali e di Rigenerazione Urbana:

  • Viabilità: proposte per via di Tor Bella Monaca e via Amico Aspertini [Vedi]
  • Depaving e Zona 30 [VEDI ►]

A sostegno delle nostre Proposte  [VEDI ►]

- MASE: Depaving - Aree Verdi Urbane
- Regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale  [VEDI ►]
- Piano Anti-Rumore di Roma  [VEDI ►]

Sentenza storica della Cassazione per i residenti del Foro Italico  [VEDI ►]

Contrasto tra obiettivi di decarbonizzazione e picchi benzene OEHHA da stazioni carburanti in PdZ 22
Analisi criticità ambientali e urbanistiche via Amico Aspertini Roma. Inquinamento benzene OEHHA, impatto acustico e criticità energetiche

Dalla Stampa

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Contesto sociale

Alle problematiche ambientali e di vivibilità già evidenziate, si sono stratificate nel tempo gravi questioni sociali che compromettono profondamente la qualità della vita e la sicurezza nel quartiere.

Tor Bella Monaca è tristemente nota, anche a livello nazionale, come una delle principali 'piazze di spaccio' a livello europeo, con le conseguenti ripercussioni sul tessuto sociale e sulla percezione di sicurezza dei residenti.

A corollario di tale fenomeno, si registra la quotidiana esplosione di fuochi d'artificio nelle ore notturne, utilizzati come segnali dalle organizzazioni criminali. Questo fenomeno, oltre a generare un significativo inquinamento acustico che impedisce ai residenti di tenere aperte finestre e balconi nelle ore di riposo, contribuisce anche a un aumento dello smog atmosferico.

 

Contesto di Degrado e Mancanza di Sicurezza:

Lo scadimento della qualità urbana è qui del tutto evidente e intollerabile. Le vicende di figure e associazioni variamente impegnate nella lotta alla criminalità e alla droga, come Don Antonio Coluccia, costretto a vivere sotto scorta, e Tiziana di "Tor più Bella", testimoniano la gravità e la complessità di questo contesto (come efficacemente riassunto da La Repubblica nell'articolo "Tor Bella Narcos").

In tale situazione, parlare di mera 'rigenerazione urbana' appare del tutto riduttivo se decontestualizzato dalla gravità e complessità dei fenomeni di degrado sociale e di sicurezza che affliggono tali contesti. È tuttavia indubbio che contrastare il degrado urbano attraverso azioni concrete—come la riduzione e il vigile controllo della velocità veicolare (ricordiamo il violento scontro tra due auto (di cui una capottata) all'incrocio tra Via A. Aspertini e Via B. Panzera, in prossimità della scuola materna 'Peter Pan')—costituisca una precondizione fondamentale alla rigenerazione urbana e sociale.

Intendiamo sottolineare come il rispetto delle regole e l'impegno per una Legalità Diffusa siano passi imprescindibili per arginare culturalmente il problema della criminalità organizzata. Rendere il quartiere più civile, sicuro e vivibile, anche attraverso la risoluzione delle problematiche urbanistiche, viarie e ambientali evidenziate, è il primo fondamentale strumento per contrastare il radicamento della criminalità, che trova terreno fertile nell'abbandono del quartiere all'illegalità e al degrado civile, culturale e urbano.

Portare la luce nel buio di dimenticate periferie è l'impegno che dovrebbe accomunare i cittadini di Tor Bella Monaca e le istituzioni pubbliche.

 

Solo così sarà possibile restituire ai cittadini i diritti a una qualità urbana e della vita che sono loro negate. Le nostre proposte riassunte nelle sezioni VI e VII dell'Esposto vanno in questa direzione.  [Vedi ►]

Contesto urbanistico

I due distributori accoppiati ENI-IP, configurati in dimensioni autostradali, non sono al servizio dei residenti, ma di un traffico aggiuntivo, indotto e di transito, completamente estraneo al quartiere.

Ci hanno sottratto 13.000 mq di aree verdi – per noi altamente salutari, valorizzanti e strategiche – per consegnarci alla servitù di una mobilità insostenibile alla quale forniamo a supporto strutture viarie di transito e aree di servizio autostradali in prossimità di aree residenziali. Questo squilibrio modale è evidenziato dai rapporti auto/distributore, che vedono l'Italia leader in Europa con sole 1755 auto per impianto (Francia → 3900, Germania → 3470, Regno Unito → 4300).

Dalla documentazione disponibile nell'Esposto appare in tutta evidenza come, in ragione delle loro dimensioni e concentrazioni, i distributori di carburanti, soprattutto corredati di metano e GPL, siano altamente impattanti sulla salute, la sicurezza, la qualità urbana e il valore residenziale.

Non è ammissibile alcuna narrazione che tenti di smentire tale impatto.

La scelta, pertanto, è netta e ineludibile: o la Qualità della Vita, la Salute e la Sicurezza dei cittadini, o gli esclusivi interessi economici dei petrolieri. Quale delle due opzioni ha la precedenza per Roma Capitale e per noi cittadini di Tor Bella Monaca?

 

Le due aree di servizio sono interamente a supporto della motorizzazione privata, di cui Roma è incontrastata leader europea.

 

Al contrario, la riconquista delle aree verdi indebitamente cementate è a supporto esclusivo della Qualità della Vita della popolazione residente, un ambito in cui Roma non è affatto leader nelle degradate e dimenticate periferie. 

Quali sono le priorità di questa Amministrazione?

Le nostre proposte strutturali e di rigenerazione urbana

Provvedimento d'urgenza: Chiusura immediata del primo svincolo di adduzione nord da Via di Tor Bella Monaca

Ai fini del ripristino della sicurezza viaria e dell'abbattimento del traffico parassitario nel comparto M5, si richiede l'immediata disattivazione della rampa di accesso nord. Tale istanza, dotata di piena autonomia funzionale rispetto ai successivi interventi strutturali di rigenerazione urbana (Depaving e Zona 30), è dettagliatamente argomentata nella Sezione VI del corpo principale dell'Esposto e sintetizzata nell'Astratto iniziale, ai quali si rimanda per la descrizione tecnica dei flussi e per la verifica della viabilità alternativa su Viale P. Anderloni (cfr. infografica allegata)  [Vedi Sezione VI  / B / III ►]

Depaving e Zona 30

Le proposte di mitigazione e rigenerazione urbana — con specifico riferimento alla 'Zona 30' e agli interventi di 'Depaving' — sono dettagliate nella Sezione VII, a cui si fa espresso rinvio per ragioni di sintesi ed economicità espositiva  [Vedi ►]

La Sicurezza e la Rigenerazione Urbana nella più ampia visione di "Depaving, Green City Accord e Nature Restoration Law"

A sostegno delle nostre proposte

La nostra proposta di Zona 30 trova piena motivazione ed esplicito sostegno nel Piano d'Azione di Roma sul contrasto all'inquinamento acustico, mentre la proposta di rinaturalizzazione (Depaving) dei 13000 mq di aree verdi cementate e sottratte all'uso pubblico dal gruppo ENI-IP,  trova piena sintonia sia a livello governativo (MASE), che locale (Piano d'Azione - Regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale). oltre che nella nostra stessa Carta Costituzionale:

📜 Documenti di Supporto alle Proposte

 

A sostegno delle due proposte qualificanti di Rinaturalizzazione e Zona 30, l'analisi documentale evidenzia una perfetta coerenza e allineamento con:

  • Fondamenti Etico-Legali: La Carta Costituzionale (Articoli 9 e 41), che stabiliscono la tutela dell'ambiente e della salute.

  • Impegni Europei e Nazionali: Il principio di Depaving e "Il valore delle aree verdi urbane per la salute e il benessere" (entrambi sostenuti dal MASE).
  • Strumenti Urbanistici Locali: Il Piano d'Azione contro l'inquinamento acustico e il Regolamento del Verde del Comune di Roma.

Carta costituzionale italiana → art. 9 e 41

Art. 9

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali».

 

Art. 41

«L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali».

Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)

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Un estratto da "Depaving" - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica:

«Le motivazioni ambientali e sociali dietro il depaving

Il depaving risponde a una crescente esigenza di "rinaturalizzare" gli spazi urbani. L’urbanizzazione massiva ha portato alla cementificazione di vaste aree, riducendo la capacità dei suoli di assorbire l'acqua e aumentando le temperature cittadine. L’asfalto, infatti, trattiene e rilascia calore lentamente, contribuendo all'effetto isola di calore urbano. Questa pratica di rimozione dell’asfalto punta a risolvere queste problematiche, aiutando a:

  • Mitigare gli allagamenti urbani: rimuovendo il cemento e sostituendolo con terreno o vegetazione, si permette all’acqua piovana di filtrare nel suolo, riducendo i rischi di alluvioni urbane, particolarmente importanti in contesti di cambiamento climatico.
  • Raffreddare le città: la presenza di piante e alberi abbassa la temperatura e contrasta l'effetto isola di calore urbano.
  • Aumentare la biodiversità: creare spazi per le piante autoctone favorisce habitat per insetti, uccelli e altri piccoli animali, contribuendo a un ecosistema urbano più equilibrato.
  • Promuovere il benessere psicologico: è dimostrato che la presenza di spazi verdi favorisce la qualità della vita e riduce lo stress.»

MASE: Il valore delle aree verdi urbane per la salute e il benessere

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Dalla stessa sezione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) si accede al documento "Il valore delle aree verdi urbane per la salute e il benessere", dal quale si riportano i seguenti significativi passaggi, utili a comprendere la priorità della tutela del verde in ambito sanitario e urbanistico:

«Il verde urbano e la biodiversità nelle città rappresenteranno quindi asset sempre più strategici per il nostro benessere futuro: le città dovranno essere adattate non tanto e non solo ad accogliere più persone, ma ad essere più vivibili.

 

I danni sulla salute del mancato contatto con la natura

L’organismo umano si è evoluto al 99% in natura. È regolato per funzionare al meglio con stimoli, sollecitazioni e input ambientali ‘naturali’.

Oggi l’impatto antropico, soprattutto negli ambienti urbani, modifica e danneggia le funzionalità degli ecosistemi, arrivando a compromettere le relazioni psico-sociologiche, fisiologiche, culturali ed economiche che ci legano all’ambiente che ci circonda.

Le condizioni e gli stili di vita moderni producono continui stimoli e sollecitazioni artificiali - traffico, rumore, luci, tecnologia, schermi e video, ritmi frenetici e tempo “imposto”, panorami artificiali, affollamento - che causano una cronica condizione di affaticamento e stress.

Ciò ha effetti in primo luogo sulla salute mentale, con sintomi che vanno dai problemi di concentrazione e irritabilità a fenomeni più gravi quali ansia, disturbi del sonno, depressione, aggressività, con quadri di disagio sia negli adulti, sia nei bambini e ragazzi.

Secondo l’Istat infatti, in Italia i bambini vivono, approssimativamente, il 90% del proprio tempo al chiuso, trascorrendo più di 40 ore settimanali davanti a TV, tablet o PC.

La loro quotidianità, specialmente nei siti urbani, da un lato è composta da sempre meno tempo libero, gioco libero e spontaneo, dall’altro lato sempre più tempo è riservato ad attività mediate, sotto supervisione, in ambienti al chiuso o comunque strutturati, con una presenza invasiva e dilagante di schermi e soprattutto con scarso o nessun contatto “reale” con l’ambiente naturale. 

Ciò significa deprivare il bambino di tutta una serie di stimoli ed esperienze di cui ha bisogno per crescere bene e rimanere in salute. Significa anche privare genitori, pediatri, etc. di strumenti preziosi per la prevenzione e la terapia di tutta una serie di disturbi che vanno dalla sedentarietà all’obesità, dalle videodipendenze ai deficit di attenzione e iperattività.

Oltre agli effetti psicologici, ci sono poi una serie di problematiche fisiologiche legate agli effetti sul sistema immunitario, che è responsabile della difesa da aggressioni di patogeni esterni e da ‘anomalie’ interne - quali cancro, infiammazioni, malattie cardiovascolari, asma e allergie - ed è pesantemente influenzato da condizioni ambientali, stress e inquinamento.

I dati sono in merito molto eloquenti:

  • le principali cause di morte attribuibili all’ambiente nei Paesi occidentali sono rappresentate da infarto (42% del totale), ischemia del cuore (35%), tumore (20%);
  • più di 100 malattie sono influenzate da fattori ambientali, fra queste il 44% dei casi di asma;
  • il 36% dei tumori al polmone sono dovuti a fattori ambientali;
  • il 17% di questi tumori è attribuibile all’inquinamento dell’aria degli ambienti chiusi (case, scuole, uffici);
  • le attività umane contribuiscono ai cambiamenti climatici (aumento temperature, eventi climatici estremi come alluvioni e siccità) che, oltre ad aumentare il carico di malattie in maniera diretta o indiretta, si stima che potranno causare 250.000 decessi all’anno tra il 2030 e il 2050 (Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS).

Su quest’ultimo punto, due fenomeni concorrono a rendere nei mesi estivi le nostre città particolarmente inospitali: l’“isola di calore urbana”, la cui intensità si misura come differenza tra temperatura urbana e temperatura rurale e si verifica maggiormente nelle ore serali, e le “onde di calore”, fenomeni indipendenti rispetto al sistema urbano, ma quando arrivano ad interessare le città, il loro effetto si sovrappone a quello dell’isola di calore. In occasione delle onde di calore, cemento e asfalto incamerano elevate quantità di energia rilasciandole durante la notte e facendo sì che lo stress fisiologico si protragga senza tregua per giorni e giorni.

In Europa la settimana dal 17 al 23 luglio 2022, il mese di agosto e l’intero trimestre estivo sono stati tra i più caldi mai registrati in Europa, con temperature di 1,4°C sopra la media (fonte: EU-Copernicus, monitoraggio satellitare del pianeta). A questi dati preoccupanti corrispondono purtroppo dati sanitari ancor più allarmanti: secondo uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet dai ricercatori dell'Istituto di Barcellona per la salute globale (ISGlobal), le ondate di calore del 2022 potrebbero essere state responsabili di 70.000 decessi in eccesso in Europa.

 

Più natura, più salute e benessere

Ormai moltissimi studi hanno messo in luce le profonde relazioni tra natura e benessere per quanto riguarda vari aspetti, quali ad esempio la correlazione tra presenza di verde residenziale e risparmio di spese per cure mediche, così come la minore frequenza di diagnosi di disturbi psicologici e psichiatrici in età adulta quando le persone hanno vissuto i primi anni di vita in zone ricche di verde urbano.

Sono stati studiati tre meccanismi attraverso cui la natura esercita effettivi positivi su salute e benessere in ambito urbano:

1. la Mitigazione/protezione (mitigation), ovvero la riduzione del danno determinato da inquinamento ambientale (aria, rumore, acque, ecc.);

2. la Rigenerazione (restoration), ovvero il complesso di meccanismi per cui il contatto con la natura è in grado di rigenerare e ripristinare il buon funzionamento fisiologico, cognitivo e psicologico;

3. la Generatività (instoration), ovvero la possibilità di accedere, tramite l’esperienza e il contatto con gli elementi naturali, a fondamentali modalità di funzionamento psicologico-sociale, attraverso l’attività fisica, la coesione sociale e le opportunità di incontro con gli altri.

benefici prodotti da alberi e piante sono determinati dalla produzione di ossigeno, dalla rimozione di inquinanti atmosferici, dalla mitigazione di calore rispetto alle aree asfaltate e cementificate, ma il verde e la biodiversità hanno anche una fondamentale funzione estetica, architettonica e culturale, che contribuisce al benessere e a ridurre lo stress nell’ambiente urbano.

Il contatto con la natura riduce il rischio psichiatrico, migliora la salute fisica ed emotiva, le abilità sociali e personali, le capacità sensoriali e aiuta a sviluppare un’attenzione mirata, la capacità di concentrarsi, interessi creativi, sani e partecipativi. Vivere la natura consente di sviluppare in maniera armoniosa l’apparato muscolo-scheletrico, di prevenire le malattie cardiorespiratorie, metaboliche e tumorali, mentre alcune molecole rilasciate dalle piante sembrano esercitare un’azione diretta sul sistema immunitario.

Molti studi hanno dimostrato che per i bambini il trascorrere almeno 80 minuti al giorno all’apertodiminuisce il rischio di sviluppare miopia, giocare e fare esperienze sensoriali in spazi verdi li rende più creativi, collaborativi e permette loro di sviluppare un quoziente intellettivo più alto (Bijnens et al., 2020; Li et al., 2015; He et al., 2015). Fare attività nel verde almeno 20 minuti al giorno rappresenta inoltre uno strumento efficace e non costoso nella gestione dei sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Faber-Taylor and Kuo, 2009; Faber-Taylor and Kuo, 2011).

 

Conclusioni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito degli obiettivi specifici per le città al fine di migliorare la salute e il benessere degli abitanti urbani:

  • la promozione di ambienti urbani sicuri, inclusivi e accessibili per tutti e una superficie minima di 9 metri quadrati di spazio verde per abitante;
  • il miglioramento delle infrastrutture verdi all'interno delle città,
  • la protezione degli ecosistemi urbani per garantire la sostenibilità delle città stesse e garantire l'accesso universale a spazi verdi e pubblici.

Uno degli obiettivi (11.7) dell’ONU per lo sviluppo sostenibile (SGDs) è proprio mirato a rendere le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili anche attraverso lo sviluppo e l’accesso a più aree verdi. Per raggiungerlo dobbiamo ridare spazio alla natura, che deve essere concepita come vera e propria “infrastruttura” strategica per comunità e territori sani e resilienti.

L’uomo è infatti parte integrante degli ecosistemi in cui si trova a vivere: il ripristino e la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi sono il più concreto investimento a lungo termine per la salute e il benessere di tutta la popolazione.

A partire dal 2022 questi principi sono sanciti anche a livello costituzionale, con la riforma dell’articolo 9 della Costituzione che “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

Per cambiare i nostri stili di vita e fronteggiare in modo efficace le sfide ambientali, sociali e culturali - tra le quali la crescente urbanizzazione, l’invecchiamento della popolazione, il distacco dei bambini dal contatto con la natura - è necessario progettare nuovi spazi verdi pubblicitutelare quelli esistentigarantire il giusto accesso al verde in prossimità delle abitazioni, implementare nuove soluzioni basate sulla natura: tutte azioni ormai urgenti e imprescindibili per crescere bene, stare bene, vivere bene.»

(Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE); Sezione Ambiente Europa, articoli "Depaving: restituire alla natura lo spazio perduto in città" e "Il valore delle aree verdi urbane per la salute e il benessere"; consultato il 30 ottobre 2024).

LA RIDUZIONE DELLA DOMANDA AUTOMOBILISTICA: L'ORIENTAMENTO EUROPEO VS IL CASO TOR BELLA MONACA

Nelle città contemporanee la domanda automobilistica va ridotta, non aumentata o, peggio, incentivata. Questo è l'orientamento urbanistico prevalente nelle più accorte politiche europee tese al miglioramento della vivibilità, della salute pubblica e della qualità urbana, con la conseguente e naturale salvaguardia dei valori immobiliari.

 

L'incentivazione al traffico di transito nel quadrante di Tor Bella Monaca va quindi radicalmente invertita. Via di Tor Bella Monaca deve perdere il suo anacronistico carattere autostradale – sull'esempio parigino della "gemella" Avenue Charles de Gaulle – e riacquistare una funzione di servizio integrata nel contesto urbano.  [Vedi Avenue Charles de Gaulle ►]

Analogamente, per via Aspertini, la nostra proposta prevede di limitare la domanda di traffico attraverso due interventi speculari e immediati:

  • L'istituzione del senso unico di marcia.

  • Il rigoroso limite di velocità a 30 km/h (Zona 30).

Questo intervento ridurrebbe drasticamente gli impatti acustici ed emissivi a ridosso delle case. Il senso unico, d'altronde, è una soluzione urbanistica già ampiamente e次utilizzata con successo nelle vie del quadrante sud adiacente e in via Domenico Parasacchi (dove ha sede il liceo scientifico), ed è parte costitutiva del nostro progetto di riqualificazione.

In questo modello di mobilità sostenibile, le funzioni di scorrimento puro rimarrebbero assicurate dalla sola via di Tor Bella Monaca – opportunamente riprogettata –, preservando così dal traffico di transito tutte le vie interne del quartiere e il comparto residenziale M5, afflitto da enormi e stridenti disparità nella qualità urbana rispetto al comparto ATER R15 (per il confronto dettagliato vedi [qui]

🛑 Il paradosso della "Zona 30 a scorrimento veloce"

La soluzione viaria di alto profilo urbanistico per via Aspertini progettata originariamente come via di quartiere a traffico moderato e limitato a 30 km/h

A integrazione e superamento delle precedenti ipotesi di mitigazione (limitate al senso unico e al controllo orario dei 30 km/h), si rende necessaria un'azione strutturale radicale che risolva alla radice il cortocircuito funzionale del quadrante.

Delle due l'una: o via Amico Aspertini è una via di quartiere residenziale – e allora il limite di 30 km/h va garantito strutturalmente chiudendo al traffico di transito indotto l'accesso da via di Tor Bella Monaca – oppure è una via di scorrimento impropria, il che la rende del tutto illegittima a ridosso delle finestre delle nostre abitazioni, già gravate da una doppia, insostenibile esposizione, senza requie, che ci priva di un lato protetto.

Poiché la via non possiede, né potrà mai possedere per legge, i requisiti strutturali minimi di una strada di scorrimento (quali le quattro corsie e lo spartitraffico centrale), l'unica soluzione conforme alla pianificazione urbanistica e alla tutela della salute pubblica consiste nella chiusura fisica dello svincolo di accesso da via di Tor Bella Monaca. Solo impedendo fisicamente l'attraversamento ai flussi veicolari estranei al quartiere si potrà restituire alla via la sua natura originaria, eliminando l'assurdo paradosso di una "Zona 30" nei fatti utilizzata come una superstrada abusiva.

La soluzione proposta all'insostenibile flusso di transito di via Aspertini trasformata in un duplicato di via di Tor Bella Monaca
LA SOLUZIONE DEFINITIVA ALL'INSOSTENIBILE TRAFFICO DI TRANSITO SULLA VIA DI QUARTIERE ASPERTINI

Regolamento del Verde pubblico e privato e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale

Alla pag. 36 della Premessa, nella nota (1) in fondo pagina, l'illuminante richiamo agli impegni sottoscritti nella Carta di Aalborg:

«(1) Il Regolamento è redatto nel rispetto degli impegni presi con la sottoscrizione della Carta di Aalborg. In occasione della IV Conferenza europea delle città sostenibili Aalborg +10 Inspiring futures tenutasi nel giugno 2004, Roma Capitale con altri 110 comuni provenienti da 46 Paesi, ha sottoscritto gli Aalborg Commitments, un documento contenente 10 impegni da realizzare per un futuro sostenibile che possa offrire a tutti i cittadini una qualità della vita soddisfacente.»

 

A seguire (pag 38) si può leggere:

Art. 2 comma 3. "Roma Capitale pone una particolare attenzione al patrimonio arboreo, nel quale l’albero rappresenta un bene immobile (art. 812 Codice Civile) di primaria importanza ambientale e paesaggistica."

comma 4. "Il verde di proprietà privata rientra in tali valori e determina gli stessi benefici per la collettività e pertanto va rispettato e tutelato."

comma 5.

"Il presente Regolamento riconosce le seguenti funzioni (elencate tra i servizi ecosistemici secondo la definizione del Millennium Ecosystem Assessment) svolte dal verde urbano:

- ambientale - climatica - ecologica - paesaggistica - estetica - educativa - culturale - decorativa - di sicurezza del territorio - economica - igienica - psicologica - terapeutica - ricreativa - storica."

Approfondimento: Dalla teoria alla pratica Vuoi vedere come il Comune di Roma applica realmente queste 15 funzioni nel quadrante di Tor Bella Monaca?

[Leggi: Un racconto che non si legge sulla stampa ►]

Pag. 39

«Il presente Regolamento mira a disciplinare, preservare e tutelare il patrimonio arboreo e vegetale in genere, comprendendo tutte le aree verdi, i parchi e i giardini, il verde storico e quello polifunzionale, ricadente nel territorio di Roma Capitale al fine di conservarne, migliorarne e potenziarne le caratteristiche, viste le imprescindibili funzioni ambientali, paesaggistiche, sociali e sanitarie che questo svolge nelle aree fortemente antropizzate.

 

7. Le finalità del Regolamento sono:

 

a) preservare e valorizzare il patrimonio del verde urbano come elemento qualificante del contesto urbano e paesaggistico e come fattore identitario e di miglioramento della qualità della vita degli abitanti;

 

b) contribuire ad una piena attuazione, tutela e valorizzazione della Rete ecologica cioè di un sistema interconnesso di habitat, di cui salvaguardare e implementare la biodiversità;

 

c) contribuire ad una razionale e corretta gestione del patrimonio verde esistente e di quello di nuova formazione;

 

d) promuovere una corretta e professionale progettazione e realizzazione delle nuove opere a verde basate su criteri paesaggistici;

 

e) avvicinare la cittadinanza alle questioni relative alla cultura, alla gestione e allo sviluppo del verde urbano e favorire le buone pratiche promuovendo la partecipazione della cittadinanza ad iniziative volte all’educazione ed alla sensibilizzazione, con particolare riguardo agli alberi, ai giardini e alle Ville Storiche;

 

f) indicare le modalità di intervento sul verde e le trasformazioni del territorio più consone al mantenimento e allo sviluppo della vegetazione esistente, all’incremento del verde nel contesto urbano e alla connessione tra spazi verdi per consentire una maggiore accessibilità e un loro collegamento, allo scopo di definire un sistema del verde e favorire la tutela della Rete ecologica urbana;

 

g) favorire la forestazione urbana e periurbana nonché l’implementazione del patrimonio arboreo.»

Piano d'Azione di Roma sul contrasto all'inquinamento acustico: il VI Municipio?

ESTRATTI:

«Tra gli interventi strategici inclusi nel piano l’installazione delle barriere antirumore, le riqualificazioni stradali con materiali fonoassorbenti, il potenziamento della rete delle piste ciclabili, la realizzazione di zone pedonali, il potenziamento del trasporto linee tranviarie e della metro, il rinnovo del parco del Tpl e aumento dei veicoli elettrici, la realizzazione di zone con limiti di velocità a 30 km/h, l’implementazione dei progetti di forestazione urbana.»

 

Nel piano sono stati selezionati tutti gli interventi con ricadute di mitigazione acustica positive da realizzare attraverso quattro strumenti di programmazione comunale: Piano Giubileo 2025, Piano Urbano Mobilità Sostenibile, Piano Triennale per le Opere Pubbliche e PNRR. 

 

«Con l’adozione del Piano vogliamo mettere in campo misure volte al contrasto dell’inquinamento acustico che, come certificato da una vasta letteratura scientifica e dall’Organizzazione mondiale della sanità, hanno effetti gravemente nocivi sulla salute delle persone. La mappatura effettuata ha rilevato che sono circa 740 mila i romani maggiormente esposti all’inquinamento acustico e la localizzazione delle principali criticità ci ha consentito di pianificare gli interventi congiunti più efficaci per ridurre queste cifre. L’individuazione delle ‘zone silenziose’ consentirà di poter fruire di luoghi particolarmente protetti dal rumore, così preziosi per la qualità della vita nella nostra città» (Assessora all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi).

Le nostre domande

Perché nel Piano d'Azione di Roma (2025) per il contrasto all'inquinamento acustico, le criticità di via di Tor Bella Monaca e di via Aspertini vengono del tutto ignorate?

Vedere alle pag. 11-12 del seguente Allegato AP 2023

In un articolo del Messaggero (21/1/2020) nel Piano d'azione capitolino del 2020 tra gli interventi urgenti di risanamento acustico era compresa anche via di Tor Bella Monaca.   [leggi l'articolo ►]

ESTRATTO DA CARTE IN REGOLA:

"Ora, come riportato dalla Delibera della Giunta Gualtieri, “il Comune di Roma provvederà, mediante pubblico avviso, a dare comunicazione dell’avvenuto deposito della bozza di aggiornamento del Piano di Azione, e metterà a disposizione del pubblico una apposita area sul proprio sito istituzionale dove potranno essere consultati gli elaborati del piano ed in cui saranno comunicate le modalità previste per la presentazione di eventuali osservazioni. Tutti i soggetti interessati avranno così 45 giorni di tempo per visionare gli elaborati e trasmettere osservazioni, pareri e memorie in forma scritta. Le eventuali osservazioni saranno esaminate dall’amministrazione e tenute in considerazione per la stesura finale del Piano di Azione dell’agglomerato“.

Auspichiamo che la raccolta delle osservazioni sia accompagnata da una campagna di informazione della cittadinanza da parte del comune e dei municipi, su un tema che riguarda la tutela della salute e del benessere dei cittadini. (AMBM)"

La scarsa attenzione sul tema dell'inquinamento acustico

Sul tema dell'inquinamento acustico, osservate la differenza di sensibilità e attenzione tra l'area urbana di Parigi e quella di Roma. Dal confronto dei risultati di due ricerche Google, rispettivamente con le chiavi

'Réduction du bruit à Paris' e 'Riduzione del rumore a Roma', emergono chiaramente le differenze nell'attenzione e nei risultati, sia raggiunti che prefissati


Tra i rischi aggiunti dal Comune di Roma...

Roma Capitale - sentenza storica della Cassazione

La preminenza del diritto alla Salute e della Vivibilità residenziale su qualsiasi altro interesse pubblico o privato

Per approfondimenti sulla storica sentenza e altri analoghi casi (Varazze) vedere in:

► DOCUMENTI/ NEWS SENTENZE