Aggiornamento 16/05/2026

"TUTTO A NORMA" è la rassicurante risposta del Comune di Roma all'Esposto di luglio 2025, all'indomani dell'esplosione del distributore GPL di via dei Gordiani.
Anche l'IP di Rieti (2018) e l'ENI Station di via dei Gordiani (2025) erano formalmente "a norma" sui rischi di esplosione!
Quest'ultimo non lo era però sulle distanze dalla scuola primaria.
LA NORMA NON È GARANZIA DI SICUREZZA [VEDI ►]
Tutto a norma... 'n par de palle!
Tra allucinanti contraddizioni, vuoti normativi, incredibili giravolte, mancati controlli...
È a norma negare il diritto alla fruizione universale del verde pubblico per favorire un interesse settoriale legato alla mobilità privata? [Vedi ►]
È a norma anteporre le pertinenze stradali al valore ambientale, sanitario e urbanistico del verde pubblico?
È a norma destinare un'area a verde pubblico fino al 1989 e poi scoprirla nel 2011 — dopo 22 anni di buio sulla trasparenza amministrativa — riclassificata come verde attrezzato con il simbolo cartografico posto esattamente sopra l'autogrill dell'ENI? Opere, peraltro, realizzate in nome del 'supremo interesse pubblico' già 5 o 6 anni prima?
Contestualmente, è a norma che lo Stato promuova l'acquisto agevolato di una prima casa nel PEEP, vincolata a precisi standard urbanistici, per poi consentire lo stravolgimento del quadrante vent'anni dopo, svalutando ingentemente il patrimonio dei residenti?
È a norma, nello specifico caso, il palese conflitto di interessi tra Stato ed ENI, dato che il primo detiene una quota azionaria del 33% con potere di controllo e indirizzo sulla società?
È accettabile che nel Regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale del 2021 si attribuisca alle aree verdi una inedita funzione "economica", quando sedici anni prima la distruzione di quello stesso verde è servita a ottenere una cementificazione a esclusivo vantaggio economico dell'ENI?
È LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!
Doppia esposizione al traffico di transito indotto
di Via Aspertini e Via di Tor Bella Monaca
con velocità incontrollate e superiori ai limiti di legge
+
I rischi tecnologici e gli impatti ambientali
di due grandi aree di servizio di tipologia autostradale,
adduttrici di traffico di transito aggiunto,
in sostituzione di circa 13.000 mq di resilienti
e valorizzanti aree verdi zonizzate a Parco Libero
+
comprovati rischi oncologici e di leucemie infantili
fino a distanze di 250 metri dai distributori
(benzene da emissioni vapori Fasi I e II)
+
Le emissioni acustiche (legate agli intervalli di attivazione del compressore CNG e alle fasi di scarico delle autocisterne GPL)
e i rischi esplosivi documentati sul territorio nazionale
1 IP (Rieti 2018)
2 Eni Station (Roma 2025)
3 impianti GPL/CNG a soli 50 metri
(M5 - Via Aspertini)
=
Drastico crollo della Qualità e Vivibilità Urbana
con deprezzamenti immobiliari irreversibili
(fino al 35-40%), riscontrabili dai modelli edonici multifattoriali europei*, sulle abitazioni acquistate nell'edilizia convenzionata del PdZ 22
[*Vedere in Deprezzamenti Immobiliari ►]
"Tutto a Norma"
non è sinonimo di sicurezza e garanzia per la Salute e la stessa vita!
Non chiediamoci se la singola pistola GPL di via di Tor Bella Monaca sia a norma. Chiediamoci se è a norma il cluster di distributori con le sue dimensioni e i suoi rischi esplosivi in un contesto urbano e residenziale.
La trappola riduzionista al singolo problema
decontestualizzato dall'insieme delle criticità
non l'accettiamo!
Anche il mare è formato da singole gocce!
Non consentiamo al Comune di Roma
di nascondersi dietro una norma,
in gioco c'è molto di più!
Non è un problema di singole norme, ma del loro fallimento combinato.
Non è solo una questione di legalità, ma di sicurezza e di buon senso.
Alla Norma preferiamo i Diritti:
Alla Norma preferiamo il metodo "Totò":
...e se il Comune di Roma ci risponde che il distributore GPL è a norma, anche nella più completa antitesi ambientale e urbanistica con il Verde Attrezzato, rispondiamo con la saggezza di Totò:
«Ma mi faccia il piacere!»
[Vedi appofondimento sul Verde Attrezzato con la sentenza di Ancona ►]
Le Norme non saranno mai l'assoluta garanzia di sicurezza. Le norme evolvono e cambiamo in relazione alla crescita sociale e civile della popolazione. Se fumare nei luoghi pubblici, ad esempio nelle sale cinematografiche, era "a Norma" fino al 2004, adesso non lo è più grazie alle acquisite e condivise nozioni sul diritto alla Salute pubblica.
È questo il tema centrale sul quale chiediamo un serio confronto con il Comune di Roma!
