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È ora di muoversi e reagire!

Pagina aggiornata 13/05/2025

VIA DI TOR BELLA MONACA
VIA DI TOR BELLA MONACA

96 pistole → 48 benzina + 48 diesel

Quando il CAF si fonde con la Pubblica Amministrazione (PA)

nasce il CAFPA:

la massima evoluzione dell'urbanistica

a favore della vivibilità e qualità urbana

Lo specifico caso di via di Tor Bella Monaca si configura in un cluster autostradale bidirezionale di stazioni di servizio, in prossimità di un'area residenziale urbana.

Una somma di criticità da UNICUM EUROPEO, che assurge a emblema di un tema di cui poco o nulla si parla, pur essendo estremamente determinante per la salute e la qualità urbana. Ancor di più lo è a Roma, che in numero e densità di distributori sbandiera, oltre al tasso di motorizzazione, un altro primato europeo: 4 volte quella di Dubai e superiore di circa il 37% a quella della Métropole du Grand Paris.

Il dominio del CAF sulle nostre città

Premessa

CAF (Cemento - Automotive - Fossili)

I Distributori di Carburanti, o Stazioni di Servizio, ne rappresentano i presidi urbani, dominando città totalmente asservite a questo modello. Il loro impatto non si limita al consumo di suolo—spesso a scapito di preziose aree verdi resilienti—ma incide profondamente sulla Salute Pubblica. Questo problema è reso ancora più grave dalla scarsa consapevolezza sociale che lo circonda.

Una tragedia sociale che si consuma tra la complicità della politica e l'ignoranza della popolazione urbana.

Uno degli inquinanti più pericolosi e cancerogeni è il benzene, derivato dall'evaporazione della benzina. Il rilascio nell'aria circostante i distributori avviene quotidianamente, durante le operazioni di rifornimento dei veicoli, ma si verifica anche in forma acuta e breve, nell'arco di un'ora, quando le autocisterne scaricano la benzina nei serbatoi interrati. Questo avviene perché la benzina in entrata nei serbatoi spinge l'aria satura di vapori di benzina, carichi di benzene, a fuoriuscire dai cosiddetti tubi di equilibrio o di sfiato, spesso posizionati nell'area di servizio. Questi tubi, che molti cittadini hanno sotto le loro finestre, restano però un elemento largamente sconosciuto.

I sistemi di sicurezza PVR, in ottemperanza alla Direttiva 94/63/CE, dovrebbero limitare o impedire tali emissioni, ma chi garantisce la loro presenza e il loro corretto ed effettivo funzionamento?

I rischi legati al benzene sono ampiamente riconosciuti. Studi condotti su topi hanno dimostrato il potenziale emotossico e cancerogeno già a concentrazioni quotidiane di 0,29 µg/m³. I rischi cancerogeni sono particolarmente gravi per bambini, donne incinte e i loro feti. Per esposizioni brevi, standardizzate su un'ora, l'emotossicità è stata osservata su topi a concentrazioni di 16 000 µg/m³.

 

Limiti di esposizione al benzene: una normativa insufficiente

In Europa, per esposizioni quotidiane non è indicato un preciso limite, viene invece indicata come limite una media annua di 5 µg/m³, ma si tratta solo di una raccomandazione, non di una norma vincolante e che ovviamente, come rilevato dall'ARPA Puglia, non tiene conto dei picchi di esposizione breve anch'essi significativi per la salute pubblica.

In California invece, oltre ai limiti per esposizioni brevi di 1 ora (27 µg/m³) e di otto ore (3_µg/m³), viene anche indicato un limite cronico di 3 µg/m³.

Per i contesti lavorativi (turni di 6-8 ore), la direttiva UE 431/22 fissa un limite vincolante di 1,65 mg/m³ fino al 4 aprile 2026, con una riduzione a 0,66 mg/m³ (660 µg/m³) dal giorno successivo.

 

 

Livelli stimati di benzene: una panoramica preoccupante

I livelli di benzene alle varie distanze dalle Stazioni di Servizio dipendono dalla dimensione dei distributori, dalla frequenza di scarico delle autocisterne, dalla capacità dei serbatoi e dai tempi di scarico. I modelli di screening Screen3 e Aerscreen—utilizzati negli studi del governo canadese—offrono stime diverse, ma concordano sull'inaccettabilità dei rischi per la salute umana.

Ecco alcune stime basate su Aerscreen e Screen3 (quest'ultimo tra parentesi):
Esposizioni quotidiane:

  • 25 m ► 1,1 µg/m³ (2,86)

  • 50 m ► 0,42 µg/m³ (1,61)

Esposizioni di un'ora nelle fasi di scarico della benzina nei serbatoi di stoccaggio in assenza di sistemi di sicurezza PVR, con autocisterna da 35.000 L :

  • 50 m ► 104,4 µg/m³ (280)

  • 100 m ► 40,03 µg/m³ (100,85)

  • 150 m ► 22,77 µg/m³ (50,23)

  • 200 m ► 15,27 µg/m³ (30,19)

Secondo "Salute Canada", tali livelli comportano rischi inaccettabili per la salute, specie nelle aree urbane con edifici residenziali vicini e quindi ampiamente compresi in tali distanze.

Il caso di Tor Bella Monaca: un "unicum europeo"

A Tor Bella Monaca, le emissioni di due grandi Stazioni di Servizio attigue (Eni Station + IP) possono sommarsi, amplificando i rischi per la salute. Un unicum che si configura in un "cluster di stazioni di servizio" accoppiato a una via di scorrimento dalle velocità veicolari incontrollate! Niente di meglio per la produzione di benzene e altri pregevoli COV con l'aggiunta di ulteriore inquinamento acustico da offrire ai residenti!

 

Sostituire aree verdi con distributori di carburanti contribuendo all'invidiabile primato dell'area metropolitana con la densità di Stazioni di Servizio più alta d'Europa—quasi 4 volte superiore a Dubai e ben 17 volte quella di Parigi—non può che definirsi una brillante operazione urbanistica da prendere a modello di Qualità Urbana.

 

In piena coerenza, il Regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale del 2019 si pregia di celebrare le aree verdi come strategiche e insostituibili, richiamandosi alla Carta di Aalborg sottoscritta nel 2004, la stessa che fu ignorata nel 2005-2006 facendone carta straccia!

 

Vogliamo far finta di niente e continuare ad ignorare il problema?

Il CAF, e segnatamente le compagnie petrolifere capitanate dall'ENI, se ne rallegreranno lasciando agli ignari cittadini i tubi di sfiato sotto le loro finestre!

Conseguenti deprezzamenti immobiliari? "Immobiliare Watson!"

Auguriamoci che la consapevolezza dilaghi più del benzene!

 

Di seguito Approfondimenti e Documentazione

N.d.R.: mi scuso per un errore contenuto nel precedente testo, ora corretto.  I limiti di concentrazione del benzene in ambito occupazionale sono espressi in mg, non in µg, pertanto i limiti di esposizione diventano di 1,65 mg/m³ fino al 4/4/2026 e di 0,66 mg (pari a 660 µg/m³) dal 5/4/2026.

Un confronto sulla densità delle Stazioni di servizio nelle aree metropolitane di Roma, Parigi e Dubai

Tra le aree metropolitane europee quella di Roma possiede due invidiabili primati:

  1. il tasso di motorizzazione → 785 (auto+moto) ogni 1000 abitanti
  2. la densità delle Stazioni di Servizio → 67,5 ogni 100 km²

L'area metropolitana di Roma (ex provincia) in rapporto alla sua superficie (5.352 km²) possiede una densità di Stazioni di Servizio nettamente superiore (di quasi 4 volte) a quella di Dubai (3.885 km²) negli Emirati Arabi Uniti, produttori di idrocarburi e superiore di circa il 37% a quella della Métropole du Grand Paris

Densità delle Stazioni di Servizio per 100 km²:

  • Area metropolitana di Roma ►67,5
  • Area metropolitana di Dubai ►11,58
  • Area metropolitana Grand Paris ► 49,4

Su via di Tor Bella Monaca la situazione tipicamente autostradale è inconciliabile con la zona residenziale

Quale la differenza?

Un caso unico in Europa!

In nessun paese europeo si assiste in ambito urbano a una situazione così pessima per la qualità urbana e la Salute Pubblica. Tali concentrazioni di distribuzione di carburanti, ottenute dalla coppia di due grandi aree di Stazioni di Servizio, sono riscontrabili solo sulle autostrade a debita distanza dalle abitazioni!

Via di Tor Bella Monaca

Gli effetti nefasti delle emissioni di benzene e altri COV prodotti dalle due stazioni di servizio si sommano, amplificandosi ulteriormente con le emissioni della via di scorrimento. Un mix insostenibile e intollerabile per l'ambiente, la qualità urbana e la Salute dei cittadini residenti nelle aree limitrofe.

Senza alcun dubbio l'Unicum europeo di via di Tor Bella Monaca configura un CLUSTER di stazioni di servizio nel quale le emissioni dei due distributori si sommano con elevati rischi per la salute dei cittadini residenti. Un effetto somma analizzato in questo studio del 7 gennaio 2021:

 

Estratto dallo studio "Salute Canada" del Governo del Canada (Incertezze nella valutazione del rischio):

«Agli incroci urbani trafficati, non è insolito trovare più stazioni di servizio nelle immediate vicinanze l'una dell'altra. In questi casi, le emissioni di queste stazioni di servizio multiple possono raggiungere le stesse aree residenziali, il che aumenterebbe l'esposizione dei membri della popolazione che vi abita (Hsieh et al. 2021).»

Potrei sbagliarmi, altrimenti qualcuno mi dimostrasse il contrario, ma nella situazione di via di Tor Bella Monaca le Stazioni di Servizio pregevolmente autorizzate dal Comune di Roma (fiero di aver firmato la Carta di Aalborg spudoratamente citata nel suo Regolamento del Verde Urbano) su preesistenti aree verdi, si trovano nei pressi di un'area residenziale a meno di 200 metri da sette edifici con numerose famiglie.

In questo 'unicum europeo', i cittadini sono stati sacrificati sull’altare degli interessi di chi? O di cosa?

Il Comune di Roma, artefice di questa discutibile scelta urbanistica, ci indichi con precisione su quale articolo della Carta di Aalborg—orgogliosamente citata nel Regolamento del Verde Capitolino a difesa delle insostituibili aree verdi—abbia tratto ispirazione per questa illuminata opera.

Nel seguente articolo troverete anche il dato sull'erogato medio annuo di benzina delle Stazioni di Servizio della Liguria (626.225 litri) che in buona approssimazione potremmo estendere alle stazioni di servizio dell'Italia intera. Un dato che sarà utile tener presente in riferimento alle stime di emissione di benzene sulla base degli studi del governo canadese.

L'insostenibile numero di distributori di carburanti in Italia: un record europeo unito a quello sul tasso di motorizzazione

Dividendo l'erogato annuo italiano 2024 della benzina (11,6 miliardi di litri) per il numero complessivo delle Stazioni di Servizio italiane stimato nel suddetto articolo a 21.750 si perviene a un erogato medio di 533.333 litri, non lontano da quello riferito alla sola Liguria. Una ulteriore conferma dell'assunto dell'articolo: TROPPI IMPIANTI E TROPPO POCO REDDITIZI!

Nel 2019 l'Unione Petrolifera avvertiva: "in Italia vi sono seimila distributori di troppo!"

Resta quindi la domanda: ma il troppo va mantenuto, aumentato o ridotto?

Contro la direttiva UE Bolkestein sui balneari, l'Italia si levò alta, fiera e sovrana! Ma, nel caso dei distributori, non ha esitato un solo istante ad appellarsi alla direttiva europea sulla libertà di stabilimento (art. 49 TFUE), abrogando di fatto la normativa che regolava le distanze minime tra i distributori di carburanti. D'altronde, come consolidare altrimenti i nostri primati europei per numero di stazioni di servizio e tasso di motorizzazione?

Questa la qualità urbana? quali garanzie sulle emissioni di benzene dai tubi di sfiato? quali garanzie per la nostra salute?

 

VEDERE anche in Documenti Recupero Vapori Benzina

Ecologia e Salute Pubblica: l'opportunità di un nuovo modello urbano!

Non è solo una questione ecologica,

è anche di Salute Pubblica!

Un'occasione imperdibile per rivoluzionare il modello urbano rendendolo più salutare, funzionale e vivibile per tutti.

Stupisce che su temi così rilevanti per la salute pubblica, documentati e analizzati da istituti scientifici e governativi, non si levi alta la voce di politici, urbanisti e ambientalisti. Questi temi sono strettamente intrecciati all'urbanistica, alla mobilità, ai sistemi energetici urbani e alla transizione ecologica, che sembra ormai diventata solo una maschera di buone intenzioni.

È desolante constatare che, nonostante i più autorevoli studi scientifici abbiano ampiamente dimostrato i rischi per la Salute pubblica legati alla vicinanza a questi impianti, né politici riformatori né ambientalisti avanzino nuove proposte normative per stabilire opportune distanze di sicurezza tra gli impianti di rifornimento fossile e le abitazioni dei cittadini.

Non vi è quindi solo la motivazione ecologica per superare e chiudere i distributori di carburanti fossili, per altro diffusi sul territorio italiano e nelle città in numeri che non trovano riscontro in nessun altro Paese o capitale europea, in veri e propri agghiaccianti multipli, ma in aggiunta vi sono anche motivazioni legate alla Salute, anch'esse ampiamente documentata da autorevoli studi scientifici a livello universitario,

cosa aspettiamo?

Le amministrazioni pubbliche, troppo spesso colluse con il CAF (Cemento - Automotive - Fonti fossili), hanno annullato le normative che disciplinavano le distanze reciproche tra i distributori, sia in ambito urbano che extra-urbano. Già prima vi erano troppi impianti, con un impatto negativo su suolo e aree verdi, ma oggi si continua ad aggiungerne altri, senza limiti!

 

Delle due l'una:

  • o sono tutte bufale questi allarmi sulla nocività di tali impianti nelle aree urbane,
  • o della cosa non frega niente a nessuno a cominciare dai politici e ambientalisti che magari si accontentano, irresponsabilmente, del loro NIMBY di comodo, quindi "pensiamo ad altro!"

Eppure le motivazioni e "le carte" per iniziare ad arginare lo strapotere del CAF e disegnare un nuovo modello urbano più vivibile e salutare, ci sono tutte!

È ora di agire!


Negli Stati Uniti, diverse comunità e organizzazioni sociali, consapevoli dei rischi per la salute legati alle stazioni di servizio, si mobilitano e reagiscono attraverso petizioni per proteggere i propri territori. Perché non fare lo stesso a Tor Bella Monaca?

La mobilitazione dei cittadini di Sumner (USA)

Perché organizzazioni e servizi, simili al CEDS, a supporto dei cittadini, non sono presenti in Italia o disponibili per tutti i cittadini europei nella comunità europea?

CEDS.org ►VEDI QUI

La situazione dei cittadini di Sumner, esposti al benzene emesso dalle stazioni di servizio, è ben diversa da quella dei residenti di via A. Aspertini, dove i rischi risultano di gran lunga maggiori. Nel caso di via di Tor Bella Monaca, i due distributori—configuranti un cluster—sono di dimensioni superiori rispetto a quelli di Sumner e dispongono di un numero di pistole erogatrici pari a quello di un’area autostradale. Inoltre, la distanza tra le stazioni di servizio e le abitazioni è significativamente inferiore rispetto a Sumner. Di conseguenza, il numero di cittadini esposti al rischio benzene a Tor Bella Monaca è nettamente superiore: la differenza principale risiede nella tipologia edilizia, con grandi edifici multipiano che ospitano numerose famiglie, mentre a Sumner prevalgono case unifamiliari di uno o due piani, più distanziate tra loro.

Gli Studi

Legenda degli acronimi ambientali e scientifici ricorrenti

 

AREL  (Acute Reference Exposure Level)

è un valore di riferimento per valutare l'esposizione acuta (1 ora) a sostanze chimiche presenti nell'aria e il loro possibile impatto sulla salute → 27 µg/m³

CARB  (California Air Resources Board) Agenzia governativa

                  Sede centrale: Sacramento, California, Stati Uniti

CAPCOA  (California Air Pollution Control Officers Association)

             Associazione delle agenzie locali californiane per il controllo della qualità dell'aria

EPA  (Environmental Protection Agency)

               Agenzia governativa degli Stati Uniti preposta alla protezione della salute umana                   e dell'ambiente

OEHHA  (Office of Environmental Health Hazard Assessment)

                        Autorità scientifica della California che fornisce valutazioni di rischio per                                  guidare regolamenti su ambiente e salute pubblica

MOE (Margin of Exposure) → "Margine di Esposizione", misura il rapporto tra la dose di una sostanza tossica e il livello di esposizione, determinando il rischio per la salute umana

Le stazioni di servizio in prossimità delle aree residenziali rappresentano un grave rischio per la salute, oltre a causare deprezzamenti e svalutazioni immobiliari.

Rischi di cancro e leucemie infantili sono ampiamente documentati in diversi e autorevoli studi scientifici universitari. Le ultime ricerche dimostrano che i livelli di rischio restano significativi fino a 160 metri di distanza dagli sfiatatoi o dagli erogatori di carburante. Benzene e COV (Composti Organici Volatili) sono tra i principali inquinanti pericolosi, mentre il rapporto del Governo del Canada indica distanze di sicurezza fino a 290 metri per gli impianti di grande distribuzione.

Ai seguenti link lo studio del 2019 sulle emissioni dei distributori al quale fa riferimento l'articolo del CEDS: "Emissioni dai tubi di sfiato dei serbatoi di stoccaggio delle stazioni di servizio: Implicazioni per le distanze di sicurezza"

Il documento originale in inglese (pdf)

Lo studio analizza le emissioni degli sfiatatoi dei serbatoi delle stazioni di servizio e le implicazioni per le distanze di sicurezza

Estratto dallo Studio:

"Presso l'altra stazione di servizio, il REL è stato superato in due giorni diversi e fino a 160 m dal centro, probabilmente a causa di consegne di carburante non conformi."

Nota: AREL benzene (1 ora) → 27 µg/m³ (8 ppb). 

I due superamenti del REL acuto sono avvenuti nell'ambito temporale di tre settimane.

Altri studi e rapporti

CANADA.CA → il sito ufficiale del Governo del Canada

Dal sito ufficiale del Governo del Canada, il livello di rischio è stimato fino a una distanza di 290 metri dagli impianti di distribuzione delle stazioni di servizio:

Tabelle di Emissione in Base alle distanze

Al seguente link "SALUTE CANADA" le Tabelle delle emissioni a lungo e breve termine:

  • Tabella B-2 → a lungo termine, ovvero quelle quotidiane dovute all'evaporazione,
  • Tabella B-4 →  a breve termine, ovvero "le concentrazioni massime di benzene nell'aria, per l'arco temporale di 1 ora, nelle vicinanze di una stazione di servizio per lo scarico di autocisterne da 35.000 e 43.900 litri "

Esposizioni a lungo termine

Nell'immagine seguente (Figura 4), tratta dallo studio del Governo canadese, si evidenzia chiaramente come i livelli di benzene risultino significativamente superiori rispetto a quelli presenti nel traffico stradale. La linea gialla tratteggiata, denominata 'Average urban background' (Contesto urbano medio), rappresenta il livello di fondo urbano, indipendente dalle emissioni dirette delle stazioni di servizio. Tale livello di fondo viene stabilito in 0,44 µg/m³

Img tratta dallo studio del Governo del Canada
Img tratta dallo studio del Governo del Canada

Le concentrazioni di benzene nell'aria si mantengono al di sotto della soglia raccomandata dalla UE (5 µg/m³) a distanze di almeno 50 metri per le Stazioni di Servizio di grandi dimensioni eroganti 10,6 milioni L/anno.

Ma restano comunque con un potenziale di rischio cancerogeno di 1 caso su 100 000 per distanze fino a:

  • 30 metri → per gli impianti di piccole dimensioni eroganti fino a 1 milione di L/anno
  • 10 metri in tutti gli altri casi di maggiore erogazione

Esposizioni a breve termine nell'arco di un'ora dovute allo scarico di un'autocisterna di 35 000 L

Nella seguente immagine (Figura 5), tratta dalla seconda parte dello studio canadese dedicata alle esposizioni a breve termine al benzene, la linea tratteggiata denominata 'California AREL' rappresenta i limiti di esposizione breve stabiliti come livelli di sicurezza in California. AREL, acronimo di 'Acute Reference Exposure Level', si traduce in 'Livello di esposizione acuta di riferimento'.

In California, questo livello è fissato a 27 μg/m³ per un'ora, secondo i criteri definiti da OEHHA nel 2014.

Di contro, appare quanto mai necessario chiedersi, visto il proliferare e l'abnorme diffusione di tali impianti nelle aree urbane italiane, in particolare romane, vendutesi al CAF, quali siano i limiti di sicurezza stabiliti per le emissioni acute, ovvero nell'arco di un'ora, in occasione dei rifornimenti dalle autocisterne. La situazione  tipicamente autostradale delle Stazioni di Servizio in via di Tor Bella Monaca richiederebbe un monitoraggio rigoroso per garantire la sicurezza della popolazione residente.

Allo stesso modo, un'attenta valutazione è indispensabile per le piccole e medie stazioni di servizio disseminate tra le vie e gli edifici residenziali di Roma, come nel caso emblematico di via del Fuoco Sacro →(vedi qui).

La soglia di rischio per le esposizioni brevi stabilita in 27 µg/m³ dalla normativa della California viene superata fino a distanze di 210 metri con → 27,69 µg/m³ *

  • a distanza di 150 metri si raggiunge il valore di 50,23 µg/m³ *
  • a 100 metri → 100,86 *
  • a 50 metri → 280,08 *
  • a 30 metri → 477,66 *

* Stime (Screen3) riferite allo scarico di autocisterna da 35 000 L

Il livello di effetto, basato sull'emotossicità di sviluppo nei topi, è stato comunque osservato a concentrazioni di 16 µg/m³

Sebbene i rifornimenti dalle autocisterne non avvengano quotidianamente, i livelli di benzene generati durante queste operazioni risultano estremamente elevati. Lo studio evidenzia, infatti, che tali emissioni possono rappresentare un rischio significativo per la salute, in particolare per le donne incinte e i loro feti in via di sviluppo, qualora vivano in prossimità di una stazione di servizio o di un evento di scarico di autocisterne.

 

Di seguito la traduzione estratta dal documento originale "SALUTE CANADA":

"Questi risultati indicano che le esposizioni stimate al benzene durante lo scarico dei camion possono rappresentare un rischio elevato per le donne incinte e i loro feti in via di sviluppo che vivono in prossimità di stazioni di servizio o in prossimità di un evento di scarico di autocisterne. La frequenza di questi eventi di esposizione elevata a breve termine dipende dalla portata della stazione e dal volume di carburante per consegna.

Ad esempio, supponendo che tutte le consegne siano di 35.000 litri, si stima che si verificherebbero 29, 114 e 303 di tali eventi all'anno rispettivamente per le stazioni di servizio di base, media e ad alta portata."

Nota sulle stime di concentrazione del benzene, alla varie distanze dalle stazioni di Servizio, riportate da SALUTE CANADA:

 

«questo rapporto stima le potenziali esposizioni all'inalazione di benzene dalle emissioni delle stazioni di servizio tramite modelli di dispersione nell'aria in assenza di recupero dei vapori (PVR) durante lo scarico del carburante per identificare potenziali rischi per la salute umana a seguito di tali esposizioni.» →Vedere qui a fondo pagina

 

Pertanto il livello di allerta resta alto: chi ci garantisce infatti che tali misure di sicurezza (PVR) vengano scrupolosamente osservate?

Nelle fasi di riempimento dei serbatoi di stoccaggio, chi ci garantisce il recupero dei vapori di benzina e il loro effettivo ritorno all'autocisterna con sistemi di sicurezza PVR, come da Direttiva 94/63/CE?

Dalla Gazzetta Ufficiale la normativa sui tubi di equilibrio o sfiato

3. Modalità di installazione

►6. Lo sfiato del tubo di equilibrio deve essere posizionato

all'altezza di m 2,40 dal piano di calpestio e deve essere dotato di

 apposito dispositivo tagliafiamma.

MOE (Margine di Esposizione) nelle stazioni di servizio

Conclusioni finali sulle distanze di sicurezza dalle Stazioni di Servizio

L'incrocio dei dati delle Tabelle B-2 e B-4 con i limiti normativi del benzene atmosferico consente a ognuno la possibilità di valutare autonomamente le opportune distanze di sicurezza. Questo tema, fulcro dell'articolo, resta però drammaticamente ignorato dalle pubbliche amministrazioni, nonostante la sua rilevanza per la salute pubblica e la pianificazione urbana.

Estratti dalle conclusioni di Salute Canada:

«In questo rapporto, vengono stimati i rilasci di benzene a breve termine che si verificano a causa dello scarico di benzina da autocisterne nei serbatoi di stoccaggio delle stazioni di servizio e i rilasci a lungo termine di benzene dalle perdite evaporative totali delle stazioni di servizio.»

«Livelli di rischio pari o superiori a 10 per milione destano particolare preoccupazione. I contributi delle emissioni di benzene delle stazioni di servizio influenzano le esposizioni fino a distanze comprese tra 70 e 300 m dalla recinzione della stazione, a seconda della portata del carburante.»

«Le esposizioni per inalazione a breve termine alle emissioni di benzene dallo scarico di benzina da parte di autocisterne determinano MOE (Margine di Esposizione) per effetti di emotossicità sullo sviluppo in donne incinte a 10 m dalla recinzione della stazione di servizio che sono ben al di sotto di 300 e questi MOE sono considerati inadeguati per la protezione della salute umana.»

«Per entrambi i tipi di emissioni, si conclude che le esposizioni per inalazione al benzene attribuibili alle emissioni delle stazioni di servizio possono comportare rischi inaccettabili per la salute umana per la popolazione generale che vive nelle vicinanze.»

Estratto dalle conclusioni di CEDS.org:

«La sfortunata conclusione di questi studi è che non possiamo fare affidamento sui controlli richiesti per le nuove stazioni di servizio e le auto più nuove per risolvere la minaccia alla salute e alla sicurezza di coloro che vivono, studiano o lavorano nelle vicinanze.

A questo punto, il distanziamento fisico di 500 piedi (152,4 m) o più è l'unica misura che sembra risolvere l'impatto sulla salute pubblica e sulla sicurezza

 

La pagina di approfondimento  ► Benzene: Studi, Normative, Mobilitazioni, con un interessante documento dell'ARPA Puglia sull'inquinamento da benzene a Taranto

I valori di concentrazione del benzene rilevati a Roma

Le medie annue dei valori di benzene rilevati dalle centraline di Roma:

 

Le centraline di rilevamento dei COV risultano sempre distanti dalle stazioni di servizio → vedere in Documenti

Rilevamenti urbani del benzene

Riferimenti normativi sull'esposizione al benzene e i livelli di rischio biologico riconosciuti

La normativa europea e Italiana sui Valori Limite (VL) di concentrazione di benzene nell'aria è stabilita in 5 µg/m³

Nota riassuntiva del rischio cancerogeno del benzene in determinate concentrazioni a lungo termine

Le stime scientifiche indicano che concentrazioni di benzene nell'aria comprese tra 0,6 e 4,5 µg/m³ sono associate a un livello di rischio di 1 caso su 100.000, basandosi sui risultati presentati in Canada (1993), US EPA (1998) e OEHHA (2001).

È importante sottolineare che i livelli di rischio biologico associati all'esposizione al benzene sono già rilevabili a concentrazioni estremamente basse, come 0,29 µg/m³, valore stimato per un rischio di 1 caso su 1.000.000, secondo l'analisi epidemiologica di Rinsky et al. (1987), basata sulla leucemia mieloide acuta nei lavoratori del Pliofilm.

Stato della California → OEHHA 2014 (CalEPA)

Lo Stato della California riconosce tre livelli di rischio per l'esposizione al benzene, definiti dal Livello di Esposizione di Riferimento (REL):

  • Esposizioni acute e brevi (durata: 1 ora) → 27 µg/m³ (AREL)

  • Esposizioni di media durata (durata: 8 ore) → 3 µg/m³ (REL)

  • Esposizioni croniche e prolungate (durata: lungo termine) → 3 µg/m³ (REL)

 

La pagina di approfondimento  ► Benzene: Studi, Normative, Mobilitazioni, con un interessante documento dell'ARPA Puglia sui rilevamenti di benzene a Taranto

Le nostre richieste

Alcune legittime richieste alle pubbliche amministrazioni che autorizzano questi impianti

Alla luce dei dati di allerta forniti dagli studi del Governo canadese e di autorevoli istituti scientifici statunitensi, le Pubbliche Amministrazioni italiane hanno il dovere di garantire ai cittadini, su richiesta, alcuni dati fondamentali sulle Stazioni di Servizio in prossimità delle loro abitazioni. Inoltre, si rendono necessari specifici rilevamenti periodici sulla qualità dell'aria e sulla concentrazione di benzene. Infine non si escludono interventi sulle stesse stazioni di servizio: chiusure, spostamenti, limitazioni.

Pertanto, si ritiene essenziale garantire:

  1. Volumi di carburanti erogati in L/anno
  2. Frequenza di rifornimento da autocisterne in n°/anno
  3. Posizionamento dei tubi di equilibrio o sfiato
  4. Presenza o meno di sistemi di sicurezza PVR e garanzie sul loro corretto funzionamento

  5. Controlli periodici—o su richiesta dei cittadini—sulla qualità dell'aria, con rilevamento delle concentrazioni di benzene in prossimità delle Stazioni di Servizio mediante centraline mobili
  6. Tali controlli dovranno essere obbligatori, con frequenze da stabilire, nei casi in cui due grandi Stazioni di Servizio si trovino ai lati opposti di una via di scorrimento ad alto traffico, impattando su aree residenziali—come nel caso dell'‘Unicum’ di via di Tor Bella Monaca
  7. Rimozione, spostamento o limitazione delle Stazioni di Servizio quando in palese incompatibilità con la Salute e la Qualità Urbana

Questi dati (punti dall'1 al 6) sono indispensabili per valutare i rischi sanitari legati alle emissioni di benzene e altri inquinanti, sia quelle a breve termine (legate ai rifornimenti periodici tramite autocisterne), sia quelle a lungo termine (causate dall'evaporazione dei serbatoi interrati, dalle operazioni di rifornimento dei veicoli e da altre attività).

I volumi di carburante erogato (in litri/anno) e la frequenza dei rifornimenti non devono essere nascosti, ma anzi devono essere di dominio pubblico. La Salute Pubblica dipende dalla trasparenza. I cittadini, soprattutto quelli che vivono in prossimità delle Stazioni di Servizio, hanno il diritto di conoscere la qualità dell'aria che respirano, così come sono informati sulla qualità dell'acqua che bevono.

Il punto 7 solleva qualche perplessità? 

Ricordiamoci sempre di quei 6000 distributori di troppo dichiarati dalla stessa Unione Petrolifera.

Ricordiamoci poi che il loro numero sul territorio italiano supera la somma di quelli del Regno Unito e della Francia.

Ricordiamoci anche di una sentenza del TAR del Lazio del 2014 che accoglie la richiesta di rimozione di una pompa di benzina da parte dei residenti di un adiacente condominio  tutelando così la loro salute e sicurezza.

Ricordiamoci infine che davanti alla legge siamo, o dovremmo essere, tutti uguali.

Una doverosa nota sulla diversa ripartizione dei consumi di benzina e diesel tra il Nord America e l'Europa

Gli studi condotti in USA e Canada si basano sulla tipologia dei rispettivi parchi auto, dominati da veicoli alimentati a benzina, che rappresentano rispettivamente il 92,1% e il 95% del totale. In Italia tale quota si riduce al 42%.

Essendo la benzina l'unico carburante responsabile delle emissioni di benzene, è plausibile che i volumi in litri di benzina erogata nelle Stazioni di Servizio, così come la sua evaporazione a lungo termine e quella legata ai rifornimenti periodici tramite autocisterne, differiscano significativamente rispetto alle dinamiche europee e italiane. In Italia, dove il diesel rappresenta una quota significativa del 40,9% del parco auto, tali differenze potrebbero incidere anche sulla valutazione dei livelli di rischio ambientale e sanitario legati sia alle emissioni di benzene che agli inquinanti prodotti dal gasolio.

Rispetto all'erogato annuo 2024 si è registrato un consumo di 11,6 miliardi di litri di benzina e 28,3 di gasolio.

Pertanto le rispettive percentuali risultano di:

  • 29,1 % per la benzina
  • 70,9 % per il gasolio

Emissioni dei vari tipi di veicoli

Ripartizione dei parchi auto USA, Canada e Italia, per tipo di alimentazione

Autorizzazioni e Normative

In un poderoso documento normativo di 188 pagine, non c'è la minima traccia di norme sul distanziamento dalle abitazioni civili a tutela della Salute e della qualità urbana e residenziale. Al solito l'attenzione normativa è posta solo sui rischi di incendio o esplosioni, poco o nulla invece a tutela dell'inquinamento acustico e atmosferico.

Temi che dovrebbero essere prioritari per la sicurezza, il benessere e la qualità della vita dei cittadini sembrano ignorati dai legislatori e dagli amministratori pubblici, i quali, evidentemente, si tengono a debita distanza residenziale da questi impianti.

L'amara realtà delle nostre città vendute al CAF

Tor Bella Monaca, via del Fuoco Sacro

Quale valore dareste alle case intorno a questo distributore? Non era forse meglio un piccolo giardino con qualche alberello? Quanto benzene sono costretti a respirare i residenti in aggiunta a quello del traffico veicolare?

Via del Fuoco Sacro
Via del Fuoco Sacro

Nota: le stime sulle emissioni brevi sono basate su autocisterne da 35 000 L, non consentite in ambito urbano, dove le Stazioni di Servizio non superano 15 000 L di stoccaggio. Di conseguenza, i valori stimati andrebbero probabilmente ridotti, ma resteranno in ogni caso ampiamente superiori al limite di 27 µg/m³ stabilito dalla normativa californiana (OEHHA 2014) entro un raggio di 100-150 metri

FAENZA - ENI STATION via G. Mazzini (r = 150 m)
FAENZA - ENI STATION via G. Mazzini (r = 150 m)

Appendice

ITALIA, l'esagerato numero di distributori di carburanti che non trova riscontro in nessun paese europeo

Roma


Un appello alle agenzie immobiliari

Agenzie immobiliari, fate la differenza!

Inserite nei vostri algoritmi di valutazione immobiliare un fattore fondamentale: la vicinanza ai distributori di carburante. La salute pubblica e il valore delle abitazioni non possono ignorare questo parametro ineludibile. Una Stazione di Servizio vicino casa non è un vantaggio, è un disvalore! → "Immobiliare, Watson!"

Il mercato immobiliare, la città e i cittadini (informati) vi ringrazieranno.

RomaToday

Ringrazio Copilot per il supporto offerto

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